Napolitano arrabbiato, con Renzi, grillini e Zagrebelsky: "Tutti stiano ai fatti"

. Politica

Giorgio Napolitano e' amareggiato ed insieme arrabbiato, e molto, per gli attacchi a tenaglia dei quali e' stato bersagliato, da amici e nemici. Ce l'ha con i "custodi" della Costituzione, che sotto la guida di Zagrebeksky vogliono fermare "la grande macchina" delle riforme, prima che produca danni irreparabili. Ce l'ha con Renzi, lo scapestrato giovanotto di sinistra, visto un po' come un marziano dai suoi, per quelle sue sparate che scimmiottano la destra populista, tipo quella contro il capo dello Stato, sull'amnistia. "Non e' mica lesa maestà, non concordare con il presidente", aveva spiegato, indicando indirettamente anche Napolitano, come il monarca, il Re Giorgio, espressione usata e abusata dalla destra. E poi c'e' la con i grillini, che hanno chiesto per lui l'Impeachement, anche se in questo caso, e' tanto grossa, da prevalere lo stupore. Napolitano non vuole assolutamente entrare nel battibecco della politica da bar, ma manda un segnale importante: "Tutti stiano ai fatti". Per la Costituzione può valere quello che disse il 19 dicembre 20007: "La Costituzione e' una signora di sessant'anni che presenta assai più valori che rughe...ora, come sappiamo, si possono ben togliere le rughe dal volto di una signora. Questo credo che dobbiamo farlo. L'importante e' che rimangano intatti, conosciuti e amati i suoi lineamenti fondamentali". Sull'amnistia Napolitano ricorda a Renzi che lui non ha fatto alcun messaggio alle Camere per l'amnistia, ma un messaggio per la questione carceraria. Un avvertimento, per segnalare che la sentenza dell'Ue del 28 maggio 2013 ha messo l'Italia in mora con la concreta prospettiva di una nuova condanna. E gli eventuali risarcimenti per inumana detenzione  potrebbero ammontare a 100mila euro cadauno. E sarebbe una bella beffa, se lo Stato dovesse rendere ricchi rapinatori e ladri. Sempre per stare ai fatti, Napolitano indicava anche altre misure oltre all'amnistia e all'indulto. Sta alle Camere trovare la soluzione. "Ridicolaggini", invece per il capo dello Stato, quelle dei grillini con la minaccia di messa in stato di accusa, per un !intervento a "gamba tesa" sul Parlamento. Senza pero' conoscere il penultimo comma dell'articolo 87 della Costituzione, dove il messaggio alle Camere e' configurato come un potere formale del Presidente e di sicuro chi lo abbia letto non può azzardare ipotesi di "gamba tesa". Comunque Napolitano non disdegna la sfida: benissimo, mettano in moto il procedimento, se sanno come lo si mette in moto e come e' regolato, poi il Parlamento deciderà.

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