Task force "Mare nostrum" al via, "Più sorveglianza, più soccorso", costerà 210 mln

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"Intervento militare ed umanitario in supporto all'Europa", spiega così il ministro della Difesa, Mario Mauro, lo scopo della task force, denominata "Mare nostrum"che parte oggi da Lampedusa per monitorare i flussi migratori. Accoglienza si', ma dopo il controllo della frontiera, afferma Alfano. Insomma bisognerà vedere se le navi italiane interverranno solo per aiutare i migranti, magari scortandoli oppure se ci sarà anche un'opera di respingimento delle navi madre, condizioni del mare, ovviamente permettendo. L'Italia schiera da oggi droni, aerei senza pilota, due elicotteri con strumenti ottici a infrarossi, un velivolo P180 con tecnologi "flave", ovvero con visione notturna, cinque navi di cui una anfibia, la San Marco, con attrezzature di soccorso ospedaliero e con la possibilità' di mettere subito a mare molti gommoni, per il recupero dei naufraghi. Ci saranno anche due fregate e due pattugliatori. 1500 gli uomini impegnati nell'operazione che e' coordinata direttamente da vicino a Roma, dove e' stata allestita una sala operativa, dove confluiscono tutti i dati e le rilevazioni radar. Il costo dell'intervento di pattugliamento si aggira inizialmente sui 210 milioni di euro. Ed in parte provengono dai fondi per il contrasto alla mafia. Durata della missione non precisata, dipenderà dalle "circostanze", mentre l'obiettivo primario e' "più' sorveglianza, piu' soccorso".

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