Manovra "morotea", della triade Letta-Alfano-Mauro, dopo il "rodeo" in sella fino al 2015

. Politica

La finanziaria di Enrico Letta, oggi legge di stabilita', ma sempre la manovra economica per il 2014, si può definire "morotea", ed ispirata dalla triade di ex dc Letta-Alfano-Mauro (che sta molto salendo negli equilibri di governo), che consolida le larghe intese con "piccole" decisioni. Non e' un bagno ne' per tasse, ne' per tagli, ma consente di rientrare nel tetto del 3% di sforamento, previsto dall'Ue senza incorrere in sanzioni. E poi si spera in una ripresa generale dell'economia, a partire dal prossimo anno. Inutili quindi rivoluzioni che potrebbero essere anche dei lacci alla sviluppo. Ed il grande statista della dc Aldo Moro sosteneva che vanno assicurati, rinforzati e protetti gli argini, poi tutto deve essere lasciato scorrere in libertà. In politica come in economia. Sindacati, scontenti, annunciano uno sciopero più' per fare vedere che ci sono che per reale convinzione e gli industriali con Squinzi, chiedono quel coraggio, che sono i primi a non avere. "E' una manovra da paese serio, normale. Una manovra senza condizioni imposte dall'Europa, che riflette le larghe intese, che guarda al futuro e non lascia indietro nessuno, con tantissimi interventi ridistribuivi". Così Letta privato, che ha voltuo vicino per la presentazione della manovra Alfano e Mauro. Il vicepremier ha rimarcato che la manovra riflette "la nostra visione", indirettamente accennando anche a Berlusconi. E Mario Mauro, l'uomo di punta di Monti, aggiunge: "la manovra porta la visione della grande coalizione: non e' la media tra gli interessi di questo o quel partito, ma sono gli interventi fondanti per il paese". E Letta ha anche spiegato le difficoltà della partita sulla fiducia con Berlusconi: "eravamo impegnati in un rodeo", ma ora c'e' un accordo "blindato", sui saldi e i macroobiettivi, che non verra' scalfito in Parlamento". Insomma, sempre per ricordare Moro, gli argini sono stati rinforzati e resi solidi, dentro questi limiti si potrà discutere. Letta vuole chiaramente rimanere in sella fino al 2015. Ora gli rimangono gli ultimi due veri ostacoli, prima della galoppata finale: il voto sulla decadenza di Berlusconi ed il congresso del pd, destinati ad intrecciarsi. Ma la triade e' ben salda, e c'e' anche chi veglia su di lei.

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