Alfano vede Berlusconi: operazione "anestetizzazione", rispunta la grazia

. Politica

La triade e' al lavoro, Letta, Alfano e Mauro, tentano di superare il prossimo scoglio per il governo, la decadenza di Berlusconi da senatore. Se ci riusciranno la strada sara' in discesa, anche se dovranno stare molto attenti alle manovre di Renzi, che sara' incoronato segrtario del pd, l'8 dicembre, nel giorno dell'Immacolata. Così oggi, al circolo ufficiali, ospiti di Mauro, che e' ministro della Difesa, si sono visti Alfano e Berlusconi. Mauro che ha anche ottimi rapporti con il Colle, ritiene che ci siano ancora i margini per un atto di clemenza di Napolitano, cioè la grazia. Entrambi stanno cercando di convincere Berlusconi a non fare precipitare la situazione con la richiesta di una crisi dopo il voto del Senato. Sono aiutati dai tempi che a palazzo Madama si sono allungati, almeno fino a meta' novembre, così che arriverà sull'interdizione dai pubblici uffici prima la decisione della Corte d'Appello di Milano, che si riunirà il 19. Ma convincere un angosciato Berlusconi, che per di più non crede in un atto di clemenza, non e' impresa facile. Insomma l'operazione "anestetizzazione" di Alfano e' complicata dalla diffidenza del paziente, che vede anche l'ombra delle manette, non appena non sara' più senatore. E per Alfano e' una partita dura nel pdl, dove l'ala lealista con Bondi e la Carfagna, parla di legge truffa, una mascherata con tanto di camuffamento delle tasse. Insomma i "due partiti" del pdl continuano ad affrontarsi, per ora, a colpi di comunicati. Alfano lo immaginava e così e' stato, si e' trovato di fronte un Cavaliere, solo apparentemente contenuto, ma che schiumava di rabbia. Si e' fissato, non vuole stare con i suoi carnefici e la sua deadline e' il voto al Senato. Alfano prova a mediare a tenere unito il partito, ma questa volta difficilmente potrà abbandonare Berlusconi se dovesse incaponirsi ad affossare tutto e tutti. Perché potrebbe si' dare vita ad un nuovo partito, ma con l'etichetta del "traditore", questa volta certificata se abbondenera' il capo al suo destino, senza più gli assegni del Cavaliere che coprono i buchi del pdl e con lo spettro di Fini in caso di elezioni. Quindi il braccio di ferro, si gioca nella speranza di trovare una via d'uscita, magari contando sull'ennesimo aiutino al governo del Colle. Anche perché c'e' chi ad Alfano ricorda un vecchio detto cinese: "Chi prende l'acqua da un pozzo non dovrebbe dimenticare chi l'ha scavato".

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