Napolitano teste in Tribunale, la freddezza del Colle

. Politica

"Nei soli limiti della conoscenza del teste che potrebbero esulare dalle funzioni presidenziali e dalla riservatezza del ruolo". Questi i soli paletti con i quali la Corte d'Appello di Palermo, ha ammesso la testimonianza di Giorgio Napolitano, nel processo per la trattativa Stato-mafia. La procura intende sentirlo sulle "preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico, Loris D'Ambrosio (morto nel luglio 2012 a 64 anni per un infarto). E Napolitano ha più' fatto capire come quell'infarto al suo amico e collaboratore sia stato dovuto anche alle pressioni subite. A gennaio la Consulta ha stabilito che le intercettazioni telefoniche tra il Quirinale e l'ex ministro Nicola Mancino devono essere distrutte. Ma sembra che siano ancora, almeno in parte, in circolazione. In particolare la procura vuole approfondire le parole di D'Ambrosio in una lettera allo stesso Napolitano, nella quale esprimeva il timore "di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi". Sara' sentito anche il presidente del Senato Pietro Grasso. Napolitano comunque potrebbe chiedere di essere ascoltato al Quirinale. Intanto dal Colle arriva una nota molto fredda con i giudici: "Si e' in attesa di conoscere il testo integrale dell'ordinanza di ammissione della testimonianza, adottata dalla Corte di Assise di Palermo per valutarla nel massimo rispetto istituzionale". 

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