Monti si dimette da Scelta civica e la liquida, ce l'ha con l'asse Mauro-Alfano, reazioni a catena?

. Politica

Mario Monti si e' dimesso da presidente di Scelta civica e di fatto la liquida, richiamando ai "valori" dell'agenda Monti, che ha consentito di entrare in Parlamento a chi si era impegnato a battersi per quel programma sul quale, dice "mi ero impegnato e avevo impegnato il mio nome". E conoscendo il suo carattere e' probabile che alle prossime elezioni presenti una sua lista. Perché le dimissioni? Monti era già entrato da tempo in conflitto con Casini, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e' il nuovo ruolo assunto dal "suo" ministro della Difesa, Mauro, che negli ultimi tempi si e' così' avvicinato a Letta e Alfano, da costituire una sorta di triade, a protezione del governo e della maggioranza che lo sostiene. Il tutto senza consultarsi preventivamente con lo stesso Monti, anzi costituendo di fatto un suo gruppo in Senato di 11 senatori, che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di totale approvazione della manovra, mentre Monti ed altri 14 senatori avevano espresso, sempre con un comunicato, più di una critica alla manovra, perché' "timida" nella riduzione delle tasse e "insoddisfacente" per la crescita. Poi ci sono state anche le manovre in Antimafia, con il candidato di Scelta civica impallinato, e con il nuovo asse, sempre orchestrato da Mauro. Tanto che alla fine con il pd si e' sfilato e Schifani ha addirittura minacciato la crisi. Ora Monti si iscrivera' al gruppo misto e si impegnerà' come senatore a vita "per contribuire all'affermazione di quei valori e di quella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito al progetto di Scelta civica continueranno a battersi". Insomma Monti ha anticipato tutti sul versante scissioni. Quello che proprio non gli va giù e' il nuovo asse che Mauro vorrebbe costruire con la parte del pdl moderato, quello di Alfano, in vista delle elezioni europee. Una sorta di nuovo partito popolare. E secondo lui la dichiarazione degli undici senatori, "più uno" (proprio Mauro, la guida) suona come una "mozione di sfiducia" nei suoi confronti. E Monti bolla chiaramente Mauro ed il suo progetto: "Il superamento di Scelta civica in un soggetto politico dai contorni indefiniti ma, a quanto e' dato capire, aperto anche a forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governo inconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governo per i quali Scelta civica e' nata". Insomma Monti e' decisamente contrario a che qualcuno dei suoi lavori per alleanze con una parte del pdl. E la decisionie di Monti potrebbe portare a reazioni a catena, terremotando lo scenario politico e accelerando le manovre, già in corso, per il dopo Berlusconi.

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