Manovra, Napolitano dà una mano a Letta "Coraggio non vuol dire incoscienza"

. Politica

Bersagliata da sindacati, Confindustria, mezzo Pd e mezzo Pdl, la manovra del governo Letta accusata da più parti di scarso coraggio trova un difensore in Napolitano che scende in campo a favore del premier. Si fa presto a dire e chiedere più "coraggio", dice il capo dello stato in una videointervista trasmessa durante il convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, ma la situazione economica del Paese è quella che è e comunque il coraggio non può mai voler dire "incoscienza". L'Italia è appena uscita da una procedura di infrazione da parte della Ue per deficit eccessivo: a chi conviene che il paese torni a essere messo sul banco degli accusati da Bruxelles? A nessuno, perderebbero tutti. E il governo Letta fa bene a preoccuparsi di questo. Quindi - è in pillole la riflessione di Napolitano - piano con le critiche e gli attacchi ad una manovra che tiene in ordine i conti. Insomma, non serve coraggio "se poco responsabile" e l’atteggiamento critico deve essere "sostenibilmente propositivo e consapevole di vincoli e condizionamenti oggettivi che non si possono aggirare, altrimenti non sarebbe una prova di coraggio ma una prova di incoscienza". Per Napolitano bisogna in primo luogo che tutte le forze sociali, culturali, politiche del Paese sappiano di avere questo "dovere di dare fiducia in un’Italia che torni a crescere nel Nord e nel Sud perché se crescesse solo al Nord l’Italia non andrebbe troppo avanti". Abbiamo superato momenti più difficili di questo ma ce la faremo ancora una volta, ha concluso il presidente della Repubblica.

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