Renzi vola come la sua Fiorentina ma teme la "trappola" della "nuova dc"

. Politica

Matteo Renzi vola, come la sua Fiorentina, verso la segreteria del pd, verso l'incoronazione da parte del suo popolo, l'8 dicembre, proprio il giorno dell'Immacolata. Sa tanto di presagio. L'unica incertezza riguarda la percentuale con la quale vincerà, i suoi dicono al 65% circa, a meta' della forbice delle previsioni di Veltroni, 75% e di Bersani, 55%. Ma Renzi il feroce rottamatore di tutto e tutti, a partire dal partito, che alcuni dei suoi paragonano, un po' ingenerosamente, al vecchio Pcus, sa che la vera partita si a aprira' dopo l'8 dicembre, da quando cioè inizierà la sua marcia per togliere la poltrona a Letta e per essere scelto alle prossime elezioni come candidato del centrosinistra alla premiership. La vera battaglia sarà quella sulla legge elettorale. Renzi teme la trappola della formazione di una nuova dc, che sta prendendo corpo con Alfano, Mauro e Casini. Non vorrebbe che riuscissero ad attrarre anche un pezzo del pd, magari guidato da Letta, suo principale avversario nel pd. E teme che per mandare avanti l'operazione, i neocentristi studino un ritorno al proporzionale. Unico modo per sbarrare loro a strada e' il bipolarismo, che non a caso il sindaco vuole "blindare", perché spiega "la tentazione di tornare indietro c'e', c'e' la voglia di avere un sistema in cui vincono tutti e non vince nessuno". Ed il fatto che abbia alzato la voce sull'amnistia, di fatto contro Napolitano (che a sinistra e' un tabù) dimostra come Renzi voglia dimostrare che non e' un peso leggero, che quando verra' eletto segretario sarà in grado di trattare da pari a pari con chiunque. 

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