Processo a Berlusconi per compravendita senatori nonostante tentativo Lavitola di scagionarlo

. Politica

Un altro processo per Berlusconi, questa volta per la compravendita di senatori, che fece cadere il governo Prodi. A processo con lui anche il faccendiere, Valter Lavitola, mentre per De Gregorio e' stato accettato il patteggiamento a 20 mesi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Antonella Primavera, ha ritenuta decisiva la testimonianza dell'ex senatore De Gregorio formulando l'accusa di corruzione per i tre milioni di euro versati allo stesso De Gregorio  tra il 20006 e il 2008 per passare al centrodestra. Prima udienza fissata per l'11 febbraio davanti alla IV sezione del Tribunale. Lavitola in mattinata aveva reso delle dichiarazioni spontanee nell'estremo tentativo di scagionare il Cavaliere. Lavitola ha ammesso di avere consegnato consistenti somme a De Gregorio, ma affermato che quei soldi provenivano dal finanziamento all'Avanti, quotidiano di cui entrambi erano soci, e che parte del denaro in precedenza gli era stato prestato dallo stesso De Gregorio. La difesa di Berlusconi ha sostenuto che "non c'e' reato in quanto la Costituzione prevede per ogni parlamentare il diritto alla insindacabilità dei suoi voti". Il pallottoliere di Berlusconi, rischia, con questo nuovo processo di aggiungere altri 5 o 6 anni, alle sue condanne.

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