Berlusconi "liberato", ma senza patente politica deve scegliere l'erede per FI, Marina? E Alfano?

. Politica

Berlusconi si sente improvvisamente "liberato",  da quella ragnatela che dopo averlo intrappolato all'esterno, lo teneva prigioniero anche nel suo partito. Con quell'anima neodemocristiana, che da tempo si agitava, e lui ben lo sapeva, sotto la guida di Alfano. E con Quagliariello e Lupi a tessere i rapporti con il Quirinale e le forze centriste degli altri schiermanti, pd compreso. Le sue indecisioni, i suoi dubbi erano dovuti al timore della scissione, in realtà già da tempo preparata e di fatto attuata il 2 ottobre, con il contrordine di Alfano sulla fiducia a Letta. Poi con i 24 senatori usciti definitivamente allo scoperto, compreso da ultimo anche Schifani. Con Alfano il rapporto si era capovolto, da delfino a squalo. Era lui a dettare ultimamente la linea, che prevedeva l'accompagnamento assistito del Cavaliere verso la su decadenza, con la promessa di cercare un gesto di liberatoria clemenza. Ma Berlusconi ha rimesso le cose al loro punto di partenza, riservandosi lui la decisione finale, per quello che riguarda la nuova Forza Italia sul governo. Questa volta, quando ci sarà la decadenza sarà lui, e solo lui, a decidere se affossare per sempre anche le larghe intese. Il governo potrebbe anche proseguire, non certamente per molto, con le piccole intese, garantite dalla pattuglia centrista, guidata da Alfano. I regolamenti di conti ci saranno alle elezioni, e se non si voterà prima, in primavera ci saranno comunque le europee, a misurare la pressione a tutti. Quello che pero' ora Berlusconi dovra fare e' scegliere il suo erede. Perché alle elezioni non ci potrà comunque andare, e la patente politica gli sarà ritirata, tra poco, con la decadenza. Quindi ci vorrà  comunque l'erede, uomo o donna, che guiderà le truppe alle elezioni e che tratterà in prima persona con gli altri partiti. Rispunta immancabile il nome di Marina, che  continua a negare oppure potrebbe esserci a sorpresa il ritorno del figliol prodigo, che pero' dovrà accettare i suoi ordini, a partire dal voto in Senato. Insomma Berlusconi e' tornato capo, e lo si vede dalla faccia, con tutte le sue versioni, un po' bipolari, che lo portano ad essere buonissimo o cattivissimo, razionale e folle, prodigo ed avaro. Ed a proposito di avaro, per intanto, ha ritirato tutte le sue fideiussioni, a garanzia di un centinaio di milioni di debiti del pdl. Un problema in più' per Alfano e compagni se vorranno provare a dre battaglia l'8 dicembre in Consiglio nazionale, per cercare di impedire a Berlusconi di avere i due terzi necessari per ratificare l'operazione del passaggio del dpl alla nuova Forza Italia.

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