Marina dice no, "Resto nelle mie aziende". E Alfano frena sulla scissione

. Politica

Marina Berlusconi dice ancora una volta no ai rumors, sempre più insistenti, che la vorrebbero alla guida della nuova Forza Italia al posto del Cavaliere. Lo fa con una nota dai toni netti: "Non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica". La figlia dell'ex-premier (che è presidente di Fininvest e Mondadori) ribadisce la sua posizione di fronte a quelle che definisce "ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà''. "Ancora una volta mi vedo costretta a smentire, e nel modo più tassativo un mio ingresso in politica" aggiunge. E spiega: "per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent'anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto".  La smentita non contribuisce a chiarire però la convulsa e complicata situazione interna al centro-destra ancora dilaniato tra falchi e colombe (o tra lealisti e governativi) e in attesa dello show-down del Consiglio nazionale che, fino a comunicazioni contrarie, resta fissato per l'8 Dicembre, lo stesso giorno delle primarie del Pd. Alfano, ancora oggi, non sembra disposto a 'rompere' definitivamente e a sganciarsi da Berlusconi: ha incassato le attestazioni di stima dell'ex-premier e presidente del Pdl e mette un freno alle ipotesi di scissione formale (nei fatti già c'è) alimentate dalla pattuglia dei ministri che, come lui, vogliono continuare l'esperienza Letta considerando dannosa una crisi in questo delicato momento per il paese. Intervistato nell'ultimo libro di Bruno Vespa, il ministro dell'Interno e vicepremier smentisce scissioni e riconosce Berlusconi come leader indiscusso e indiscutibile del partito: "I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere" dice Alfano rivelando che "non è vero che circola un documento degli 'innovatori' già da far sottoscrivere per il prossimo Consiglio Nazionale". 

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