Domani decisione sul voto per Berlusconi, inutile polemica sul voto segreto voluto dal PCI

. Politica

Domani al Senato si decide se il voto sulla decadenza di Berlusconi sarà' segreto o palese, mettendo la parola fine ad una tanto stucchevole, quanto inutile polemica. Perché' tanto tra i due tipi di votazione, i numeri non cambieranno di molto, tanto e' ampia la maggioranza in Senato per la decadenza del Cavaliere. Bisogna ricordare che fu il Pci di Palmiro Togliatti a volere il voto segreto sulle persone proprio per lasciare, giustamente, ai parlamentari la libertà di coscienza, slegata dal proprio gruppo su particolari vicende. Perché' stravolgere una consolidata prassi per Berlusconi? L'ago della bilancia in giunta del regolamento, Linda Lanzillotta, montiana, appare comunque propensa al mantenimento del voto segreto. "Sono contraria - spiega - alle leggi ad personam, ma anche a quelle contra personam". Poi la conferenza dei capigruppo dovrà decidere la data del voto in aula, del momento decisivo per la permanenza di Berlusconi tra gli scranni di palazzo Madama. Il pd preme perché si faccia in fretta e risponde ad Alfano che li ha invitati a riflettere per evitare conseguenze al governo, invitandolo invece a fare votare per la decadenza i suoi. Brunetta il bellicoso capogruppo del pdl, afferma: "Non si cambia il regolamento a partita iniziata" e attacca il pd: "Hanno paura dello scrutinio segreto. Se si votasse, se si voterà, quando si voterà, a scrutinio segreto e se passasse la libertà' di coscienza, cioè Berlusconi non decaduto, il pd si spaccherà'". Ma il quadro più realistico, stando ai numeri e alle intenzioni espresse, e' che per Berlusconi non ci sia scampo a quella da lui stesso definita una "ghigliottina".

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