Berlusconi furioso, non vuole vedere Alfano e i suoi moschettieri, decadenza entro meta' novembre

. Politica

Berlusconi e' furioso, non ne vuole sapere di colombe, ne' di pranzi. "Mi avevano assicurato il voto segreto", dice. Ma tanto non avrebbe cambiato nulla, anzi forse i numeri gli sarebbero stati più' sfavorevoli, liberando i volatili della pace. "Non si presentino nemmeno, non li voglio vedere", e' il suo secco messaggio. Alfano aveva assicurato che la forzatura non ci sarebbe stata. Ne era certo, ed invece ecco che la ghigliottina e' belle che pronta. Quello che non va giù al Cavaliere e' che proprio alcuni dei suoi continuino a blandirlo con assicurazioni sulla grazia, l'amnistia, il rinvio del voto. Per Berlusconi quello che e' successo, con lo stravolgimento dei regolamenti, e' una "cosa indegna", mentre si sta per consumare un "assassinio politico", mediante esecuzione. Tanto che la Santanche' riassume: "Cronaca di un assassinio annunciato" ed un altro falco commenta: "Voglio vedere chi vota contro Berlusconi al Consiglio nazionale, mentre al Senato lo fucilano". A questo punto ilpaino del Cavaliere e' d anticipare la resa dei conti al Consiglio nazionale e dichiarare la crisi di governo. Chi non ci sta e' fuori dalla nuova Forza Italia, e' il ragionamento. Intanto continua la "guerriglia" del pdl al Senato contro Grasso, dopo la decisione della giunta per il voto palese. Secondo una buona parte dei senatori del pdl "Grasso si e' spinto troppo oltre, Ha avallato un abominio giuridico sulla pelle del cavaliere. Questa volta non gliela faremo passare liscia". E marted' Schifani parlerà in aula contestando apertamente il presidente del Senato. C'e' anche chi sostiene che la decisione della giunta dovrebbe passare per un voto dell'aula. E' sempre unproblema di interpretazione. E la nuova maggioranza anti Cavaliere ed ovviamente differente da quella che appoggia il governo, appare decisa e molto compatta. Sicuramente molto di più delle larghe o piccole maggioranze di Letta. Diventa ora probabile un'accelerazione sulla data del voto sulla decadenza, per ora non calendarizzato fino al 22 novembre. Ma la nuova maggioranza variabile, con in testa il pd, vuole una nuova Conferenza dei capigruppo la prossima settimana. Così' appare ipotizzabile una data compresa, per la settimana successiva, cioè' tra l'11 ed il 15 novembre. E nelle guerriglie parlamentari alla fine finisce sempre per vincere chi ha i numeri. 

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