Scalfari contro Grillo "Con lui l'Italia a rotoli". La replica al vetriolo "pennivendolo da sfondamento"

. Politica

Dura polemica tra Eugenio Scalfari e Beppe Grillo. Il fondatore di Repubblica attacca il leader del Movimento 5 Stelle affermando che con una sua vittoria il paese andrebbe a rotoli. La replica dell'ex-comico è al vetriolo: "pennivendolo da sfondamento che con quell'età e quella barba può dire ciò che vuole". Ha scritto Scalfari stamane su Repubblica: "Si tratta di una campagna di destra, una destra xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti (tutti i partiti, nessuno escluso) e contro le istituzioni, dal capo dello Stato al presidente del Consiglio ai ministri (tutti i ministri) e contro la magistratura e la Corte costituzionale... vuole abbattere tutta l’architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua. Di chi è la colpa, chi ne sono i responsabili, stando alle indicazioni di Grillo? I partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l’establishment economico, i sindacati, l’Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare. Questo pensa Grillo, lo dice e lo diffonde. Ormai è un Verbo, naturalmente incarnato". "E' iniziata l'invasione degli Ultrascalfari - la replica di Grillo in un post sul suo blog - La paura delle elezioni europee fa novanta e ogni colpo contro il M5S è lecito, meglio se sotto la cintura. Scalfari fa da apripista, da pennivendolo da sfondamento che con quell'età e quella barba può scrivere quello che vuole. Il suo delirante articolo di oggi è solo l'annuncio dell'invasione degli Ultrascalfari di destra e di sinistra nei media da qui a maggio. Il sistema manda avanti i suoi cani  da combattimento senza alcun pudore. Il M5S non deve vincere le elezioni europee. Chi leggesse oggi Repubblica avrebbe la stessa sensazione di chi si mise in ascolto la sera del 30 ottobre del 1938 della stazione radiofonica statunitense CBS di un falso notiziario radio che annunciava l’invasione degli alieni e i suoi drammatici sviluppi, milioni di radioascoltatori credettero veramente all'inizio di una guerra dei mondi. Alla bufala di Welles - conclude Grillo - credettero sei milioni di persone, a Scalfari non crede più nemmeno De Benedetti. E' il tempo della panchina lunga caro Eugenio, magari al Pincio. Tu, l'Ingegnere e Napolitano a ricordare i vecchi tempi. Quando gli elettori, il cosiddetto popolo così tanto disprezzato non contava nulla. Bei tempi quelli, ma non torneranno più...".

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