'Blindata' da Letta la Cancellieri domani si difende in Parlamento. Sfiducia da M5S

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'Blindata' da Enrico Letta, Anna Maria Cancellieri si difenderà domani in Parlamento, prima al Senato e poi alla Camera, dalle critiche e dagli attacchi che le sono piovuti addosso per il suo interessamento alla scarcerazione e alla concessione degli arresti domiciliari a Giulia Ligresti e soprattutto per quelle insistenti telefonate (intercettate) non rispedite al mittente provenienti dalla famiglia del patron della Fonsai volte ad attirare l'attenzione della ministra sul 'caso umano' in questione. Il ministro della Giustizia parla di 'complotto' ai danni suoi e del governo, ribadisce di aver effettuato come in tanti altri casi un intervento 'umanitario', evoca un 'metodo Boffo' orchestrato nei suoi confronti dai media, al quale, assicura, non ha nessuna intenzione di piegarsi. Niente dimissioni dunque e il conforto e la solidarietà del premier che non sente proprio il bisogno in questi giorni di dimissioni clamorose in una casella così delicata per il governo come è quella del Guardasigilli. "Se me lo chiedessero farei un passo indietro. Ma dovranno spiegare al Paese il perché'" dice battagliera la ministra al Messaggero. Intanto, come aveva annunciato, il Movimento 5 Stelle ha presentato a Montecitorio la mozione di sfiducia individuale nei confronti della Cancellieri che viene difesa, oltre che dal premier - al quale per ben due volte secondo il Corriere avrebbe presentato le sue dimissioni, respinte - dal Pdl (che nel caso delle telefonate del ministro vede interessanti 'analogie' con quelle effettuate da Berlusconi alla questura di Milano per Ruby che portarono poi alla sua condanna...) e naturalmente da Scelta Civica, il partito di riferimento della ministra. Il Pd, ma non è certo una novità, è diviso: ufficialmente dicono di aspettarsi un chiarimento completo dalla Cancellieri su una vicenda dai risvolti così delicati e vogliono sentirla prima di alzare o abbassare il pollice. I renziani però frenano sulle dimissioni mentre Civati, uno dei candidati alla segreteria, è perchè il Guardasigilli lasci. Sull'argomento è tornato oggi anche il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli. "La decisione del gip di concedere gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti è stata presa esclusivamente sulla base di fatti concreti e provati: le condizioni di salute, che rendevano pericolosa la permanenza in carcere, e il fatto che già il 2 agosto, quindi ben prima delle telefonate in questione, c'era stata una richiesta di patteggiamento accettata dalla procura" dice il magistrato ad Agorà su Raitre. "Qualunque illazione, che metta in campo circostanze esterne al meccanismo processuale non può che considerarsi arbitraria e destituita di ogni fondamento. Telefonate esterne, per quanto riguarda il mio ufficio - ha concluso - non ne esistono".

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