Berlusconi-choc: "I miei figli si sentono come gli ebrei sotto Hitler"...

. Politica

Stavolta l'ha detta davvero grossa. E scioccante. Silvio Berlusconi - sempre nelle anticipazioni del libro di Bruno Vespa - ha detto che i suoi figli si sentono come gli ebrei sotto Hitler, braccati e perseguitati. Un paragone agghiacciante tra la presunta persecuzione giudiziaria cui il Cavaliere e la sua famiglia sarebbero sottoposti e la persecuzione razziale, spinta fino alla 'soluzione finale', messa in atto nei confronti degli ebrei dal regime hitleriano. Una considerazione che non poteva non provocare reazioni immediate e scandalizzate. La Comunità ebraica, in primis, che ha definito quel paragone "offensivo e incomprensibile". Il Pd che ha usato l'aggettivo "agghiacciante". Roberto Saviano in un tweet ha consigliato a Berlusconi di leggersi Primo Levi e il suo 'Se questo è un uomo' prima di azzardarsi ad accostamenti del genere. Insomma un putiferio che non si fermerà qui, in attesa della consueta precisazione-smentita cui ormai siamo abituati. Ma cosa ha detto il Cav nell'intervista a Vespa? "I miei figli - le parole dell'ex-premier - dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso". E al giornalista che gli chiede se sia vero i figli gli hanno chiesto di vendere e di andare via, risponde così: "Sono italiano al 100 per cento. In Italia ho le mie radici. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l'imprenditore, l'uomo di sport, il leader politico. Questo è il mio paese, il paese che amo, il paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di sport e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l'Italia". Sulla sua personale situazione infine dice questo: "Il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste. Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato". Puntuale, intorno alle 20, in piena bufera di reazioni indignate, la smentita: "Una frase estrapolata". "Una polemica smaccatamente strumentale - ha precisato l'ex-premier - su una frase estrapolata da un ampio contesto. La mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell'Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico".

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Commenti

+1 # carolus 2013-11-06 15:33
Uscite infelici quelle di Berlusconi, ma che i comunisti del PD si ergano a difensori degli ebrei suona proprio male.
Per informazioni su quanti ne hanno eliminati in URSS, rivolgersi ai Soviet di casa nostra.

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