Legge di stabilita' : larghe intese per strette visioni, con Letta ed Alfano alle prese con pd e pdl, con il miliardo che manca al rag. Saccomanni

. Politica

C'e' il ragionier Saccomanni al quale manca sempre un miliardo, mr. 3%, e ci sono Letta che palle d'acciaio o no, e' sempre alle prese con il congresso del pd e con lo scalpitante Renzi, per non parlare di Alfano impegnato in un parricidio, che non sa bene come andra' a finire. E nel mezzo la legge di Stabilita', che riguarda tutti, e che sarà' votata in prima lettura dal Senato il 22 novembre. L'inizio dell'esame in commissione, sempre al Senato, non e' dei più esaltanti e mostra quanto sono evidenti le crepe delle larghe intese, con visioni molto strette e tra l'altro contrapposte dei due maggiori partiti. La pioggia di emendamenti, 1200 dalla sola maggioranza, ne e' l'esempio. Chi sta insieme al governo dovrebbe discutere, concordare, non andare allo sbaraglio, cercando poi in aula maggioranza alternative. Il pd lancia la sua offensiva sulle pensioni fino a 3mila euro, sulle fasce deboli e sugli esodati, mentre il pdl punta alla vendita delle spiagge, cioè' delle concessioni per gli stabilimenti balneari o al prolungamento delle concessioni e a una sanatoria sulle cartelle esattoriali. Per il pdl si potrebbero incassare 7-8 miliardi, per la gioia del ragioniere, che pero' forse i soldi da li' non li vuole, perché' a lui, per natura, piacciono di più' le tasse. Alla fine si metteranno anche d'accordo, ma cosa ci salterà fuori? Probabilmente gli italiani pagheranno più tasse, senza avere in cambio migliori servizi. E le fasce deboli staranno sempre peggio. Tutti vorrebbero, anche sinceramente, fare di più, ma senza ricette choc, una vera ripresa e' molto difficile. Anche perché i posti di lavoro non si creano certo con decreti o pezzi di carta, ma solo rilanciando l'economia. 

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