16, 22, 27 novembre, poi 3 e 8 dicembre, le 5 date decisive per Letta-Renzi- Alfano e Berlusconi

. Politica

Molte vicende politiche si stanno intrecciando in un ginepraio che provoca non poca confusione tra gli stessi addetti ai lavori e rende di non facile comprensione i prossimi futuri passaggi. A volte la cosa più semplice e' procedere linearmente con chiarezza, vedendo che cosa e quando potrà accadere. E ci sono delle date importanti in una manciata di giorni, che potrebbero cambiare tutto lo scenario politico, ormai alle prese con il dopo Berlusconi, un Berlusconi che' pero' sta vendendo cara la pelle. E lo si poteva immaginare. Si comincia con sabato 16 novembre, quando si svolgerà il Consiglio nazionale del pdl. A parte sempre possibili sorprese, dovrebbe essere sancito il ritorno a Forza Italia e la rottura definitiva tra Berlusconi ed Alfano, con il Cavaliere con le mani libere sul governo. Il 22 novembre il Senato dovrebbe votare in aula la legge di stabilita', che dovrà si' tornare alla Camera, e ritornare ancora al Senato per la definitiva approvazione, prima di Natale, ma che di fatto, con la maggioranza assoluta del pd alla Camera, entrerà sotto la tutela dei democratici. Poi c'e' l'appuntamento più rilevante la decadenza di Berlusconi in Senato il 27 novembre, che diventerà una giornata storica per la sicura uscita dal Senato, visto i numeri con la maggioranza variabile dell'alleanza tra il pd ed i grillini, di Berlusconi. E' facile immaginari che da li' a poco le larghe intese diventeranno piccole intese, perché Letta potrà contare solo sulla pattuglia degli Alfaniani "innovatori". Una trentina di voti al Senato, mentre alla Camera non ci sono problemi di maggioranza. Così si arriverà' a dicembre, quando il 3 la Cassazione dirà che il Porcellum non e' costituzionale e costringerà i partiti ad apportare almeno un ritocco sul premi di maggioranza. Rendendo di fatto più' difficile vincere le elezioni ad una coalizione. Perché se ora basta un voto in più, una soglia per avere il premio di maggioranza, sarà come minimo portato al 40%. Infine un altro appuntamento che nel volgere di qualche mese potrebbe cambiare il quadro. L'8 dicembre, giorno dell'Immocalata, arriverà il predestinato, il giovane rottamatore, alla guida del pd, dopo avere trionfato con circa il 70% (dati attuali) alle primarie. La domanda e' quanto tempo lascerà ancora Renzi a Letta, prima di chiedere al Quirinale, se si può' andare avanti con le piccole intese, una maggioranza risicata, che tra l'altro non rappresenta le larghe intese, cioè un percorso di pacificazione tra le due maggiori coalizioni,  ma solo un accordo parlamentare? Ed ancora come si comportera' Letta nella sfida a Letta, lo sfiderà sul comune terreno di centrosinistra o pensa ad una nuova dc con Alfano, quelli della Margherita stanchi dei post comunisti e gli altri centristi sparsi? 

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