Caduti di Nassirya: dopo gli antagonisti anche i grillini, parole che pesano

. Politica

Parole che pesano, che accendono la polemica e che dimostrano come in Italia certe visioni e divisioni persistano. Altro che valori comuni. E' successo che un cagliaritana di quasi quarant'anni, tale Emanuela Corda, deputata grilina, finora oscura alle cronache politiche, sia improvvisamente balzata all'onore dei riflettori, per un suo intervento in aula alla Camera nella ricorrenza dei dieci anni dalla strage di Nassirya, dove trovarono la morte 19 militari italiani. E' vero che da subito dopo il massacro, con Berlusconi capo del governo, si levarono nelle strade, in occasioni di manifestazioni, i cori: "10-100- 1000 Nassirya", da parte dei giovani antagonisti, ma mai nelle aule parlamentari, si erano sentite parole che non fossero di dolore, nel ricordo delle vittime. "Nessuno ricorda - ha detto la Corda - il giovane marocchino che si suicido' per portare a compimento la strage: si parla di lui solo come un assassino e non anche come una vittima...". Insomma il carnefice, spinto dalla fame e da una speranza, sarebbe "vittima" anch'egli da commemorare al pari dei morti ammazzati. Ma mentre ancora si discute delle "medagliette" assegnate solo ai morti e non ai feriti, tra l'altro per omaggiare "la riconoscenza", ma non per "il valor militare", si infiamma la polemica, con un imbarazzante silenzio della pur loquace presidente della Camera, Laura Boldrini e con il ministro della Difesa Mauro, che ricorda che e' la storia a giudicare chi siano le vittime e chi i carnefici. 

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