La rottura e' datata 2 ottobre, difficili prove di ricucitura Berlusconi-Alfano, tra interessi e sospetti

. Politica

Berlusconi e Alfano trattano, cercano di non arrivare ad un punto di non ritorno che spaccherebbe il dpl in due tronconi, tra interessi e sospetti. Gli interessi sono quelli dei figli, di Confalonieri e di Gainni Letta, che temono passi falsi che danneggerebbero ulteriormente i rapporti con il Quirinale, gli alleati europei ed anche con la Chiesa, finendo per mettere a rischio le aziende. Un segnalino c'e' già stato con Mediaset che ieri ha perso 7 punti. I sospetti dei lealisti di Fitto, che di Alfano non vogliono più sentire parlare e che marciano decisi verso la conta. Del resto il solco e' stato tracciato quella sera del 2 ottobre, quando Alfano costrinse Berlusconi a votare la fiducia, di fatto esautorandolo politicamente. Quella che dai fedelissimi e dallo stesso Berlusconi, viene definita la pugnalata alle spalle. E c'e' poco da tornare indietro, perché Alfano ed i suoi vogliono, come prima cosa il rispetto della linea del 2 ottobre, mentre il Cavaliere vuole tenersi le mani libere, non per fare una crisi subito, ma per essere lui e solo lui, a decidere finche' appoggiare Letta. Anche se ci fosse un accordo di facciata, si parla anche di un ufficio di presidenza per domani, prima del Consiglio nazionale di sabato, le posizioni non muterebbero, con quegli ormai 24 senatori e forse più', che sarebbero comunque pronti a votare la fiducia al governo, anche se Berlusconi decidesse di passare all'opposizione. I lealisti stanno preparando il loro documento: ritorno a Forza Italia con mani libere sul governo, azzeramento delle cariche, cioè Alfano non più segretario, difesa del Cavaliere sulla decadenza senza se e senza ma e , soprattutto senza assicurazioni preventive sul governo Letta.  Tra l'altro arrivano puntuali due non notizie e cioè che e' tramontata l'ipotesi della grazia e che il pd non vuole spostare la data del 27 sulla decadenza. Tutto perfettamente previsto, la notizia sarebbe il contrario. Berlusconi spera ancora nella corte di Strasburgo per un accoglimento del ricorso contro la Severino ed in nuove carte che potrebbero riaprire il processo su diritti tv che lo vede condannato per frode fiscale. Come si sa la speranza e' l'ultima a morire. ma intanto Berlusconi si deve preparare all'appuntamento con quella che definisce la sua ghigliottina politica il 27 novembre in Senato. E deve decidere cosa fare, di giorni ne mancano davvero pochi.

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