E alla fine Alfano e le colombe volarono via, "No a Forza Italia"

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Alla fine le colombe sono volate via. Alfano e tutto il gruppo dei 'governativi' - e con loro qualche 'mediatore' come per esempio Schifani che si è dimesso stasera stessa da capogruppo Pdl al Senato - hanno preso atto del fallimento dell'ultima mediazione per ricomporre un briciolo di unità nell'ex-Pdl e, al termine di una giornata frenetica di incontri, hanno detto un 'no' chiaro e tondo all'ultimatum del Cavaliere. Hanno detto 'no', cioè,  a quella Forza Italia che domani Berlusconi insieme ai cosiddetti 'falchi' ricostituirà in un Consiglio Nazionale destinato a decretare anche formalmente la scissione all'interno di un  partito nato dal discorso del 'predellino' sei anni fa. Nè Alfano nè i suoi aderiranno alla rinnovata FI e quindi non parteciperanno domani alla riunione del Cn. Anzi, hanno già annunciato al formazione in Parlamento di gruppi autonomi, prodromici alla nascita di un altro partito già battezzato 'Nuovo Centrodestra'. Su quanti parlamentari può contare la nuova forza politica che si propone di appoggiare incondizionatamente il governo (anche se voterà contro la decadenza dell'ex-premier)? Secondo Formigoni con Alfano si schiereranno 37 senatori e 23 deputati. Quanto basta al governo Letta per andare avanti ma a nessuno sfugge che con il grosso dell'ex-Pdl all'opposizione - se questa come sembra sarà la decisione di Berlusconi - il cammino dell'esecutivo si farà sicuramente più accidentato. "Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia" ha detto Alfano riunendo in tarda serata il gruppo delle 'colombe'. Questa mia scelta nasce dal fatto che queste settimane mi hanno dato la riprova di quanto abbiano prevalso le forze più estreme all’interno del nostro movimento politico. Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi - ha detto ancora Alfano - a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all’interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall’abbassamento delle tasse". Subito dopo l’annuncio di Alfano è intervenuto Schifani: "Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni da presidente del gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Madama".

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