Berlusconi torna leader, lascia la porta aperta al "figliol prodigo" ed annuncia novità dall'estero su condanna.Putin?

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Un Silvio Berlusconi, rimbaldanzito, in ottima forma, nonostante la piccola debacle finale. Un piccolo malore dopo un'ora e mezza di un discorso appassionato, anche con una lacrimuccia per l'abbandono di Angelino, il suo ex delfino, nel quale ha toccato tutto, dalla scissione, non chiamandoli pero' "traditori", ma anzi lasciando le porte aperte ad un ritorno del "figliol prodigo", alla politica, una sorta di nuova opposizione, mai in ginocchio, come Monti, di fronte alla Merkel ed alla Germania, alla giustizia e all'economia. Un Berlusconi che torna leader del suo partito, che paradossalmente apre in prima persona il "dopo Berlusconi". Ma forse il passaggio più rilevante, sfuggito ai più, e' proprio quello sul processo Mediaset. "Sono sicuro - ha affermato che questa sentenza sarà ribaltata attraverso un ricorso alla Corte di Giustizia europea, per una revisione integrale e grazie a notizie nuove. Ci saranno presto novità importanti". E Berlusconi spiega anche che queste novità importanti sono conosciute al pd e provengono dall'estero, da importanti ambienti che considerano ingiusto che sia eliminato dalla politica, pur essendo innocente. Chi può essere che difende Berlusconi ad alto livello internazionale? Lui non lo dice, ma e' facile pensare al leder russo, Putin, che tra l'altro tra pochi giorni sarà in Italia per incontrare il Pontefice. Poi il Cavaliere definisce "fuorilegge" quelli che lo vogliono fare decadere, perché si ostinano, contro ogni principio di diritto, a volere applicare retroattivamente la legge Severino. Quello che pero' Berlusconi vuole mantenere e' un rapporto di buon vicinato con Alfano, così come con la Lega e con Fratelli d'Italia, per potere correre insieme alle elezioni. A Berlusconi non dispiace nemmeno la legge elettorale, che pero' ha un brutto nonne: "Porcellum", anche se ancora di più dopo la decisione della Consulta, che alzerà a circa il 40% la soglia per avere il premio di maggioranza, sarà sancita la condanna alle larghe intese. Che pero' potrebbero cambiare ed essere quelle che voleva Bersani, cioè pd e grillini. Ed allora "sarebbe meglio emigrare". Naturalmente per gli altri, perché lui senza passaporto, dovrà comunque rimanere in patria. Il Cavaliere racconta poi di essere stato fuori dalla Merkel e Sarkozy, perché' dava fastidio, era troppo indipendente. Ed ha ricordato come per il fiscale compact dal prossimo anno l'Italia sarà costretta a rientrare di 45 miliardi di debito pubblico ogni anno. Insostenibile e per fortuna, lui e' riuscito a fare introdurre una clausola a livello europeo, secondo la quale si deve calcolare anche il pil sommerso, esistente al sud, il che porterebbe la restituzione a 15 miliardi l'anno. Sempre tanti, troppi. Poi rilancia quello che dovrebbe essere il ruolo della Bce, come banca di ultima istanza, in grado di emettere moneta. Alla fine del Consiglio nazionale il passaggio o il ritorno a Forza Italia viene approvato all'unanimità. Con il nuovo scenario, anche se Berlusconi non ha staccato la spina al governo, pur prendendone le distanze, Letta-Alfano sono appesi a 13 voti al Senato. E ci sono in piedi tante rogne a partire dal caso Cancellieri e dall'approvazione della legge di stabilita'.

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