Fine delle larghe intese, al via le "piccole intese" , che ci farà Renzi con la "testa" di Berlusconi sul piatto d'argento?

. Politica

E' finita l'epoca delle larghe intese, fortemente voluta da Napolitano e da Letta, ed anche da Berlusconi che pero' sperava di trarne qualche vantaggio dal punto di vista dell'agibilità politica. Berlusconi ha aperto il dopo Berlusconi, riproponendosi leader, della nuova Forza Italia, nella quale potrà continuare a comandare senza condizionamenti e con la possibilità' di essere lui a scegliere il suo successore. Nonostante la Kermesse di oggi, il Cavaliere e' ben consapevole, che a breve dovrà decidere a chi , anche elettoralmente, affidare i destini di Forza Italia. Ad Angelino e' vero che vuole bene, ma di lui non si fidava da un pezzo, ben prima del "tradimento" del 2 ottobre, non si fidava da quando erano iniziate, ben prima delle elezioni, a circolare le voci sul tentativo di parricidio per dare vita ad una nuova dc. E Berlusconi, senza dovere sentire Bisignani che lo andava a raccontare in televisione come uno scoop di un suo libro, ne era perfettamente a conoscenza. Ed anche Alfano sapeva che il padre sapeva, e che per questo non lo avrebbe mai incoronato leader. Giustamente e' andato a cercarsi fortuna politica per suo conto. Saranno le elezioni, a partire dalle Europee, a stabilire se ci ha visto giusto. Berlusconi passera' o no all'opposizione?  Poco importa perché' sarà comunque lui a decidere cosa fare su ogni singolo provvedimento, con il risultato di lasciare a Letta-Alfano le "piccole intese", con una maggioranza di 13 senatori a palazzo Madama più' gli eventuali fuoriusciti dei grillini. Ma sia i grillini che quelli del pdl sono considerati dai loro elettori dei "traditori". E fino a quando il pd, che poi così' monolitico non e' , accetterà di governare con i "traditori". Non e' semplice perché' rischia nel lungo periodo di lasciare praterie elettorali spalancate a destra e a sinistra. Poi c'e' il voto al Senato del 27 sulla decadenza da senatore di Berlusconi, quell'esecuzione, che secondo il Cavaliere, consentirà al pd di portare la sua testa su un piatto d'argento a Renzi, l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, quando verra' acclamato segretario dal suo popolo. E' probabile che con la decadenza di Berlusconi si aprano le porte per elezioni anticipate in primavera. Difficilmente Letta potrà reggere, come spera, fino al 2015. E che cosa succederà sarà proprio il rottamatore, il nuovo segretario del pd a deciderlo. Non sembra intenzionato a vivacchiare per un paio d'anni, magari appannando l'aureola innovatrice che lo sta accompagnando.

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