Pd spaccato sulla Cancellieri, anche Civati per la sfiducia

. Politica

Sarà delicata e probabilmente molto tesa l'assemblea dei deputati Pd in programma martedì in vista del voto del giorno dopo a Montecitorio sulla mozione di sfiducia al ministro della Giustizia presentata dal Movimento 5 Stelle. Dopo Renzi e Cuperlo anche l'altro candidato alla segreteria del partito, Pippo Civati, ha mostrato il pollice verso censurando l'"ipocrisia" di molti nel Pd e dicendosi pronto a presentare lui una mozione di sfiducia nei confronti della Cancellieri sulla quale peraltro, per le sue telefonate con il clan Ligresti, peserebbe una possibile iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Torino "per false informazioni ai Pm". Al centro delle rinnovate polemiche una telefonata della Cancellieri ad Antonino Ligresti, fratello di Salvatore, il 21 agosto, telefonata di cui il ministro non ha parlato ai magistrati che stanno indagando. La Cancellieri è stata difesa a spada tratta dal premier Letta e dal capo dello Stato. Ma prima Matteo Renzi  ("Io non l'avrei difesa" ha detto il sindaco riferendosi all'ultimo dibattito parlamentare in cui il ministro ha negato di aver commesso alcunchè di men che lecito, una linea sposata anche dal Pd), poi Gianni Cuperlo e oggi Pippo Civati hanno fatto capire come la pensano. Cuperlo ha posto sul tappeto la questione non della correttezza del ministro, ma dell'"opportunità politica" che la Cancellieri resti al suo posto vista la delicatezza dell'incarico che ricopre. E anche Pippo Civati oggi sul suo blog ha detto la sua: "Il Pd dice di non poter 'sfiduciare' la Cancellieri perché non si può votare la mozione del M5S, segnalo che ne possiamo presentare una noi. Martedì presenterò un testo all'assemblea del gruppo. Basta con l'ipocrisia- scrive Civati - non se ne può più".



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