Letta va a Berlino ma prima tuona contro gli 'ayatollah del rigore'. E alla Merkel fischiano le orecchie...

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Letta va a Berlino stasera per spiegare all'opinione pubblica tedesca che in Europa "di solo rigore si muore" e che cresce ovunque, e dunque anche in Italia, la sollevazione contro quelli che ha definito "gli ayatollah del rigore". Ogni riferimento alla super Cancelliera probabilmente è voluto anche se il presidente del Consiglio non la cita. Mantenendosi nel vago o sparando nel mucchio, Letta evita di inimicarsi la Merkel, cosa sicuramente non voluta anche perchè la Cancelliera detta ancora le sue condizioni a tutta l'Eurozona. Ma il premier tiene a ribadire ai suoi interlocutori europei che "l'Italia ha le carte in regola" per essere ascoltata e che c'è assoluta necessità di una politica economica che punti alla crescita, una politica economica "solidale". Non solo austerità, dunque per Letta, perché "di troppo rigore questa Europa finirà per morire". "C'è bisogno di politiche europee per la crescita e ora possiamo chiederlo perché abbiamo i conti in ordine, anche se questo non vuol dire che c'è libertà di fare debiti". "Sul fronte europeo siamo tirati da alcuni ayatollah del rigore per i quali non sembra mai abbastanza, e sul fronte italiano siamo tirati dai troppi che pensano che basta semplicemente mettersi a fare debito e deficit, e dare soldi, pensando così che il nostro debito ce la farà. È la direzione sbagliata: la stagione del solo rigore va lasciata alle spalle, ma la crescita - dice Letta all'assemblea della Federcasse - deve essere basata su conti in ordine, sulla solidità dei conti".

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