La 'guerra' del 27: Berlusconi "Decadenza un colpo di stato, Napolitano mi conceda la grazia senza una mia richiesta"

. Politica

Si avvicina il 27, giorno in cui il Senato dovrebbe votare la decadenza di Berlusconi, e il clima politico si fa rovente. Berlusconi non molla, sfida coloro che intendono cacciarlo dal Senato invitandoli a vergognarsi, invita alla mobilitazione i suoi elettori, parla della sua espulsione come di un "omicidio politico", di un attentato alla democrazia, di un "colpo di stato" e chiede a Napolitano di intervenire autonomamente e "senza esitazioni"concedendogli la grazia "senza una mia richiesta". Il Cavaliere parla ai giovani di Forza Italia al palazzo dei Congressi e ripercorre la sua storia, da quel famoso '94 ad oggi: i suoi successi contro la sinistra e la sua "persecuzione" da parte delle toghe rosse, cioè di "Magistratura democratica manovrata dai nemici politici di sempre", passando per Mangano che, dice, "giustamente Dell'Utri definì un eroe", per arrivare al senatore De Gregorio, indotto a confessare ed autoaccusarsi dai pm napoletani - è ancora la versione del Cav - per inguaiare l'ex-premier. Di tutto, di più a quattro giorni dal voto del Senato. Forza Italia tenta disperatamente di rinviare il voto di mercoledì 27 posticipandolo al voto sulla legge di stabilità ma il Pd boccia la richiesta dicendo "basta con i ricatti": "viene prima la decadenza, la manovra può aspettare" dice Fassina, contrariamente al timing originariamente stabilito. Idem sentire del presidente del Senato Grasso: la data del voto su Berlusconi resta quella. E il governo? I tempi per l'approvazione della legge di stabilità prima del 27 sono strettissimi e già si parla di un Letta deciso a mettere la fiducia per chiudere tutto entro martedì. Ma se non sarà così ha già il via libera dal Pd per i tempi supplementari, la legge potrà ottenere il primo sì' di palazzo Madama anche dopo il voto sulla decadenza dell'ex-premier. E allora Forza Italia chiama a raccolta il 'popolo azzurro' a sostegno del suo fondatore e proprio per il 27 pomeriggio, in concomitanza con il voto del Senato, organizza una manifestazione in via del Plebiscito, davanti a palazzo Grazioli, residenza del Cavaliere. Non è escluso che poi, per contastare chi avesse intenzione di manifestare davanti al Senato contro Berlusconi, la manifestazione di FI si sposti di poche centinaia di metri fino a palazzo Madama. E, in questo caso, se si fronteggiassero i pro e i contro Berlusconi potrebbero esserci problemi di ordine pubblico.

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