Dopo Berlusconi monocolore Letta in quell'Italia sempre uguale divisa tra antifascisti e anticomunisti

. Politica

Dopo l'uscita di scena di Berlusconi, che per ora si e' ritirato ad Arcore a leccarsi le ferite, non sapendo bene il futuro che l'attende, perché non sarà solo lui a deciderlo ma anche le procure che lo tampinano, il governo e' rimasto in mano a Letta e Napolitano, una sorta di monocolore e neppure di tutto il pd, mentre Angelino Alfano si sbraccia per dire di essere determinate sul futuro dell'ormai piccola alleanza. In realtà e' andato tutto come previsto, come gelidamente delineato fin dalla condanna definitiva di Berlusconi, lo scorso 1 agosto, peraltro data per scontata fin dal varo del governo delle larghe intese. Il problema e' che l'Italia e' sempre la stessa dal dopoguerra divisa non più' tra comunisti e fascisti, ma tra anticomunisti e antifascisti. L'esperienza stessa della dc, che in una sorta di pacificazione nazionale, ha provato a tenere insieme le varie anime, ne e' una prova. Oggi ci sono gli antiberlusconiani, che si allargano un po' rispetto agli antifascisti, con schema politicamente decretato dal dc De Mita, con il famoso arco costituzionale. Non sopportano il ventennio, che poi ventennio non e' stato, berlusconiano, pieno di tanti eccessi e trasgressioni, ma soprattutto pieno di anticomunismo. La pacificazione nazionale, tanto invocata ed auspicata, non c'e' stata. Forse, grazie a Napolitano, e' stata sul punto di avverarsi, ma poi e' saltato tutto. Per colpa di chi, difficile dirlo. Forse di entrambe le parti, un po' come nelle coppie che non funzionano. Ora sta per arrivare un altro appuntamento, largamente previsto, l'avvento nel giorno dell'Immacolata, di Renzi a segretario del pd. Di un altro pd, rispetto a quello di Letta, e soprattutto di un pd, dichiaratamente meno ossequioso del Quirinale. E Napolitano e' stanco. Difficile parlare di riforme, con questa maggioranza, se non come di una pubblicità per fette biscottate. Quanto andrà avanti Letta? E ci saranno prima le elezioni di un nuovo presidente della Repubblica o nuove elezioni politiche?

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