Berlusconi, la paura dell'oblio, la grana Milan e la paura dell'arresto

. Politica

Il Colle ha rassicurato i forzisti saliti al Colle, non c'e' tintinnio di manette per Berlusconi. Ma come fa Napolitano a dirlo, dopo avere detto che lui non voleva e non poteva interferire nelle vicende giudiziarie del Cavaliere? Ed in tanti si sgolano a rassicurare, che non esistono le motivazioni, perché i processi sono cristallizzati. Da ricordare i tre motivi che possono portare alla custodia cautelare: inquinamento delle prove, pericolo di fuga e reiterazione del reato. Naturalmente e' sempre tutto, come sempre da interpretare, ma qualche giudice potrebbe pensare che qualcuno di questi motivi ricorra. E c'e' il vecchio detto che gira tra gli stessi giudici: la legge si può applicare oppure interpretare. Ma il vero timore di Berlusconi e' l'oblio, di finire nella dimenticanza. Ed almeno in questo lo stanno aiutando, anche i suoi maggiori avversari, che rischiano di rimanere improvvisamente orfanelli politici. Anche perché al di la' dei proclami, reinventarsi leader di opposizione, con tutti gli acciacchi morali e fisici, a 77 anni non e' per niente facile. E non sarà facile a maggiore ragione quando interverranno i servizi sociali o peggio gli arresti domiciliari, con un infinita' di limitazioni. Come se non bastasse la giovane figlia Barbara, probabilmente consigliata da mamma Veronica, gli ha portato pure il caos nel Milan. Con 50 milioni di buonuscita, che dovrà sborsare al suo vecchio antennista Galliani. Non male fare l'offeso e sbattere la porta, almeno finche' un po' di soldi ci sono ancora. Tra l'altro non e' giunta alcune disposizione da Camera e Senato. Come ex parlamentare Berlusconi può' liberalmente accedere ai palazzi. Tranne disposizione diversa dai presidenti dei due rami del Parlamento. 

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