Letta e Netanyahu, 12 accordi e lotta all'intolleranza

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Dodici accordi su crescita, lavoro e occupazione sono stati firmati a Villa Madama tra Italia e Israele nel corso dell'incontro tra Enrico Letta e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Letta e Netanyahu si sono trovati d'accordo nell'auspicare decisivi passi in avanti nel processo di pace israelo-palestinese e nel condannare ogni forma di intolleranza e di razzismo. Proprio su questo tema Letta è voluto tornare dopo le parole forti di ieri, pronunciate in sinagoga a Roma, parole che molti hanno voluto veder collegate al Vaffa-day di Grillo a Genova. Chi incita a "razzismo, xenofobia, estremismo, odio e intolleranza", anche "solo a parole", può "portare a esiti imprevisti e negativi", ha detto il presidente del consiglio nella conferenza stampa finale. "Ecco perché ieri ho voluto dire parole molto forti" ha aggiunto Letta esprimendo l'auspicio che il processo di pace in MO vada avanti: l'Italia è da sempre 'amica' del processo di pace, spingiamo su questo e dopo un 2013 con passi avanti, il 2014 sia l'anno della svolta". Quanto alla crisi economica italiana, Netanyahu ha reso omaggio alla determinazione di Letta: "Ho visto la sua grande passione e il suo impegno per migliorare la situazione". Sul processo di pace Netanyahu ha aggiunto: "Vogliamo arrivare a una pace duratura e praticabile con i palestinesi: preghiamo, lavoriamo per la pace e speriamo di avere dall'altro lato un partner che voglia lo stesso, lo sapremo presto". Si è parlato naturalmente anche del programma nucleare iraniano del quale Israele è fermo oppositore perchè teme che Teheran possa dotarsi dell'arma atomica, anzi è sicuro che punti proprio a questo obiettivo. L'Italia guarda "con cautela ma con fiducia al recente processo diplomatico e negoziale che ha preso piede a Ginevra" sul nucleare iraniano - ha detto Letta - e lo "incoraggia affinché vada all'obiettivo della denuclearizzazione in campo militare" dell'Iran. Letta ha anche ribadito al suo interlocutore che Roma considera la sicurezza di Israele "non negoziabile". Sugli accordi bilaterali Letta ha precisato: "Dobbiamo alle nostri opinioni pubbliche e ai nostri cittadini delle risposte su temi concreti soprattutto su crescita e occupazione. E questi accordi ora devono diventare fatti concreti. In questo momento in cui l'uscita dalla crisi pare così a portata di mano, la concretezza dei risultati deve essere portata a un livello ancora maggiore di implementazione. Crescita, lavoro occupazione: Israele è un partner strategico per raggiungere questi risultati". Nel corso della sua visita in Italia Netanyahu è stato ricevuto ieri in udienza da papa Francesco con il quale ha parlato della Siria e della pace nel Mediterraneo. E anche della visita in Terrasanta del pontefice. Nulla è trapelato dal Vaticano riguardo alle date, ma fonti israeliane hanno parlato del prossimo maggio.

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