Ed ora? Berlusconi sorride "decaduti tutti", Grillo pressa, Renzi s'arrabbia e Letta si sente "blindato"

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Come andrà a finire a breve e' di difficile previsione, perché la decisione della Consulta di asfaltare insieme maggioritario (tra l'altro dopo che aveva permesso la su introduzione con un'altra sentenza ai tempi del referendum Segni) e Porcellum, ha carattere epocale. C'e' chi sostiene che seppellisce la seconda Repubblica, anche se in realtà la Corte ha limitato a due punti le sue osservazioni: manca un soglia per l'esorbitante premio di maggioranza e non ci sono le preferenze. Anche se su quest'ultime ci fu un referendum proprio per abolirle, con Craxi che invece le voleva mantenere, e pronuncio' le famose parole: "Tutti al mare". Ma gli italiani andarono a votare e le abolirono. Altri tempi. Ma nella sentenza della Corte c'e' una ricaduta politica: la "illegittimità" della legge elettorale che ha eletto tre Parlamenti, il capo dello Stato ed anche parte della stessa Corte, nonche ovviamente il governo. Naturale che qualcuno se la goda, come Berlusconi, che descrivono anche arrabbiato, perché così' non si può andare subito a votare, ma che intanto può ben dire: "Tutti decaduti, altri decaduti che decidono una decadenza...". Renzi appare furioso per il colpo basso, con il rischio di un ritorno al proporzionale, che favorirebbe altri suoi amici, con tentazioni democristiane di centro. Per ora quello che più cavalca la battaglia e' Beppe Grillo, che tuona e fa tuonare: subito una legge elettorale ed al voto per mandare a casa tutti gli "illegittimi". Ed intanto, anche dalle parti di Camera e Senato, ci sono cose che corrono, come la decadenza di Berlusconi, altre molte meno, come ad esempio la convalida dei parlamentari eletti alle ultime elezioni. E così' se a Montecitorio non si sbrigano, prima del deposito della sentenza, quelli eletti con il premio di maggioranza non potranno essere confermati. Ora le soluzioni possibili sono diverse e c'e' chi come Letta-Alfano, si sente blindato fino al 2015. Perché? Perché vogliono fare tutte le riforme, compresa la legge elettorale, prima e poi andare al voto. Ma c'e' la spinta grillina e berlusconiana che soffia sul fuoco della rivolta, contro il "Parlamento ingiusto, degli ingiusti". C'e' chi la chiama già' "carne da macello" della propaganda populista. Ma forse c'e' una via di mezzo, che poi appare la più logica. La Corte anche se a maggioranza 8 contro 7, non ha deciso la bocciatura completa del Porcellum, limitandosi ai due punti. Così il Parlamento potrebbe fare una leggina alzando la soglia per ottenere la maggioranza a circa il 40% e rimettendo le preferenze, oppure potrebbe tornare semplicemente al Mattarellum. E per entrambe le cose, non servirebbero più' di una quindicina di giorni. Oppure potrebbe lavorarci, se esistono i presupposti per un accordo, per arrivare all'approvazione entro gennaio. In tutti questi casi ci sarebbe il tempo per andare a votare in primavera. Ed a questo punto volendosi sbilanciare in un pronostici, appare la soluzione logicamente più plausibile. E' possibile per Letta, farsi tutto il semestre di presidenza Ue, approvare in questo clima di delegittimazione riforme, che poi verrebbero a loro volta considerate delegittimate, ed arrivare al fatidico 2015?

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