Giochi rischiosi: Letta con Napolitano vuole "scippare" Renzi della riforma elettorale con il suo modello ma blindandosi

. Politica

Giochi pericolosi e soprattutto rischiosi in politica. E' tutto chiaro e non bisogna affidarsi a dietrologie fuorvianti. C'e' Letta, che poi e' Napolitano, che vuole "scippare" la riforma elettorale a Renzi, che diventerà segretario del pd domenica, giorno dell'Immacolata, e presentare lui, come governo, un ddl sulla riforma elettorale, pero' legandolo ad un altro ddl di riforma costituzionale, con riduzione dei parlamentari e sistema monocamerale. Obiettivo arrivare al 2015, impresa che al momento sembra molto ardua, perché per approvare una riforma costituzionale servono almeno due anni, per la doppia lettura. Ma invece per fare una riforma elettorale basterebbero 15 giorni. Come contentino a Renzi offre il sistema elettorale da lui proposto, già' ribattezzato il Matteum. E tutto pare chiaro, sia dalle parole di Napolitano, che tra l'altro ha visto proprio oggi Letta, sia dall'intervista di Franceschini al Messaggero, al quale e' stato affidato il compito di fare conoscere la mossa Napolitano-Letta. "Il governo presenterà in Parlamento - ha spiegato - due ddl, uno costituzionale per fare diventare il nostro paese monocamerale e l'altro ordinario per introdurre un nuovo meccanismo per la Camera che resta l'unica elettiva". E Franceschini aggiunge che il doppio turno, di coalizione e' l'unico meccanismo che porta alla governabilità. Mentre il Corriere nei suoi retroscena parlava di una spinta del governo verso un sistema tedesco, cioè un proporzionale ma con un premio di maggioranza, Franceschini indica tutt'altra strada, quella proposta da Matteo Renzi, appunto il Matteum. Si tratta del doppio turno di collegio. In pratica si vota al primo turno con sistema uninominale per assegnare il 75% dei seggi previsti dal Mattarellum, mentre al secondo turno si confrontano le prime due coalizioni per assegnare la quota del 25%. Ma il tutto e' intrecciato, in modo tale, da arrivare appunto al 2015. Difficilmente Renzi accetterà la proposta, che lo vedrebbe "congelato" al pd per due anni e senza sapere come andranno a finire davvero le riforme. Il giovane, ma già smaliziato sindaco ha ben capito il gioco, tanto che dice: "Le riforme spettano alle forze politiche e non al governo". Renzi vuole essere lui a comandare, come leader del maggior partito le riforme, e vuole essere lui a bussare alla porta di tutti, da Grillo a Berlusconi. Ed il Cavaliere non aspetta altro, perché' ha individuato proprio in Renzi l'interlocutore obbligato. E se non avesse appena fondato Forza Italia lo avrebbe pure a votato alle primarie. Del resto non e' un mistero che a sua figlia Barbara piaccia, così' come all'ex moglie Veronica. 

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