Alfano "liberato" da Berlusconi avverte boss mafiosi, ma perche' Riina c'e' l'ha tanto con la trattativa Stato Mafia?

. Politica

Due particolari nella decisa presa di posizione del ministro degli Interni Angelino Alfano, di nascita siciliano, ed al momento alleato di Renato Schifani, che oltre ad essere stato presidente del Senato, per alcuni giudici era pure in odore di amicizie, quantomeno azzardate. Si sa della polemica sempre sullo sfondo, di Berlusconi, che attraverso il senatore dell'Utri avrebbe avuto rapporti, scottanti anche se indiretti, con gli uomini d'onore. E così l'ex delfino Angelino, non appena svincolato dai rapporti con "papa'" se ne esce, due volte in pochi giorni, lanciando chiari messaggi: "Se provano a fare uscire ancora informazioni o comunicazioni dal carcere, lo Stato e' pronto ad inasprire, ancora di più il regime del carcere duro". Il famoso 41bis-." Nessun dettaglio verra' trascurato e il livello di sicurezza a protezione dei magistrati sarà mantenuto altissimo". Ma perché Ttto' Riina ce l'ha tanto con il pm Di Matteo, che sostiene l'accusa nel processo Stato-mafia. Riina dovrebbe essere contento di essere coinvolto in una vicenda politica, per lui "nobilitante", rispetto ad essere un semplice assassino. C'e' qualcosa di non chiaro e di non spiegato. Poi un altro fatto, un ministro non "minaccia", "se lo fate ancora vi punisco". Interviene e basta. Ma l'Italia e' anche questa.

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