La difficile coabitazione tra Letta e Renzi, dalla legge elettorale al lavoro, con il sindaco che vuole dettare l'agenda

. Politica

Legge elettorale, riforme, lavoro. Matteo Renzi, segretario del pd dall'8 dicembre, incalza Letta ed il suo governo e vuole essere lui a dettare l'agenda. Sulla legge elettorale vuole trattare a tutto capo, Berlusconi e Grillo compresi, sulle riforme uguale. E sopratutto se mai si faranno non vuole farle intestare al governo Letta-Alfano, che considera e lo si capisce da tante battute e battutine, poco di più' di un governicchio. Poi sul lavoro lancia, lasciando sgomento larga parte del suo partito la proposta di abolizione dell'articolo 18 per le assunzioni ai giovani. Poi corregge il tiro in segreteria, parlando di un progetto complessivo da mettere a punto a gennaio, ma intanto il sasso e' stato lanciato. Renzi raccoglie gli applausi del capo degli industriali, Squinzi,ma anche il sorriso beffardo di Grllo, che commenta: "Renzie vuole un piano lavoro, neoassunti senza articolo 18. In caso di licenziamento niente reintegro ma solo indennizzo. Più' che a 360 gradi come dice Renzie e' un piano a 90 gradi, ma ai pidgin ronzini la trigonometria e' indigesta, come pure la sinistra". E proprio sull'articolo 18 l'ultimo a ripersi la testa e' stato Monti, dopo che Tremonti se l'era sbucciata. Il problema e' che i patti di ferro si scontrono sempre di più' con i giochi elettorali. E con Renzi, in agguato, pronto a piombare su palazzo Chigi e prendersi il posto di Letta. E c'e' il dato più' importante, cioè' che i due non si fidano l'uno dell'altro. Così' mentre Napolitano continua a cercare di cucire, mentre il sindaco vuole quantomeno subito la legge elettorale, anche se assicura "non per andare subito a votare". Ma in questo clima patti di rilancio della coalizione appaiono difficili e appesantiti da troppi scetticismi.  

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi