E' guerra nel pd sul buco di bilancio di 7 milioni

. Politica

Conti in rosso, casse quasi vuote (al 31 ottobre la disponibilità' si era ridotta a 12 milioni). Nel Pd e' guerra tra chi difende la gestione passata e chi chiede una svolta. Per i benzinai serve "chiarezza". L'ex tesoriere Misiani si difende: siamo in linea con la Spd ed i laburisti. Ma fiorini critica; basta con i dipendenti che fanno politica. Dobbiamo eliminare tutto ciò' che non ci possiamo più' permettere. Pero' aggiunge: "Una presenza operativa radicata e' necessaria, se no il pd si diventa un fan club". Per Civati va convocata una direzione per discutere un tema cosi' delicato. Il tesoriere veltroniano Agostini ricorda: "Noi fondatori abbiamo lasciato in eredita' un gioielino". Insomma coe se a portare allo sfascio fosse stata la sola gestione di Bersani, difesa pero' da Di Traglia: Noi abbiamo tagliato ritorse e ridotto i costi del 30%. Sotto accusa le nuove assunzioni, che costano al pd mediamente oltre 60 mila pro capite, nonostante fosse stato deciso un blocco, le consulenze  e sito web, che pesano per quasi un milione all'anno e poi le voci alberghi e viaggi. 446 mila euro per alberghi, 230mila per i viaggi, più' 333mila per "servizi generali". Infine la voce più' rilevante 6 milioni per la propaganda. 

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