Napolitano pronto ad abdicare, "resterò quel che serve", ma nessun strapotere, no al tutto contro tutti, la politica deve cambiare

. Politica

Re Giorgio ha fatto un discorso agli italiani molto asciutto ed incisivo, lontano dai fronzoli e dalle parole inutili. Ha ricordato di avere sempre operato nel massimo rispetto del suo ruolo, di essere rimasto solo perché richiesto a voce unanime da differenti forze, e di volere "rimanere quello che serve, un tempo non lungo". "Nessuno può credere  alla ridicola storia  delle mie pretese di strapotere  personale, non mi lascerò' condizionare da campagne calunniose"". Napolitano insiste, non vuole sentire critiche sulla sua correttezza istituzionale, alla quale tiene più' di tutto: "Ho assolto il mio mandato raccogliendo preoccupazioni e sentimenti diffusi tra gli italiani. E sempre mirando a rappresentare e rafforzare l'unita' nazionale, servendo la causa del prestigio internazionale dell'Italia, richiamando alla correttezza e all'equilibrio del rapporto tra i poteri dello Stato". Poi il limite della sua missione: "Resterò presidente fino a quando la situazione la situazione del paese  e delle istituzioni  me lo farà' ritenere necessario e possibile e fino a quando le forze me lo consentiranno, non un giorno di più'". Napolitano ha citato solo Papa Francesco, per i suoi messaggi per la pace, la fratellanza e la solidarietà'.Inizialmente Napolitano ha descritto il 2013 come anno tra i più' pesanti ed inquieti della Repubblica. Pesante per la crisi, inquieto per la politica. Poi ha letto tante lettere degli italiani. E per la prima volta di e' soffermato più' sugli anziani in difficoltà' con il lavoro che sui giovani. Rimanere senza lavoro a sessant'anni e' davvero duro, dei giovani "troppi vecchi per lavorare e troppo giovani per la pensione". Un vero dramma. Ma da padre della patria dice anche: "No al tutto contro tutti", servono le riforme, e forse un po' rammaricato racconta che si deve ripartire da capo, perché' quella commissione di saggi, da lui voluta, e' di fatto naufragata. Ma su una cosa e' deciso: "La politica deve cambiare". Appoggia indirettamente Letta, ma non lo cita, dice solo che l'Italia ha bisogno di stabilita'. Nessun neppur vago riferimento all'astro nascente, Matteo Renzi, che pero' Napolitano considera appena sotto la soglia di Grillo e Berlusconi. Per lui il presidente del Consiglio che deve rimanere e' Letta, che deve anche presieder il semestre europeo, che tocca all'Italia.

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