Renzi nel giorno dei suoi 39 anni: "Letta non si fida di me", "15 giorni decisivi"

. Politica

Matteo Renzi ieri ha compiuto 39 anni ed ha rilasciato un'intervista bomba al Corriere, non nel solito politichese: "Letta no si fida di me", "governo avanti ma non così. Sono leale, quindici giorni decisivi", "il contratto 2014 deve essere un file Excell con progetti, tempi e responsabile. Se mi portano un documento in democristianese si sbagliano", "su Napolitano ho un grande rispetto. E fare le riforme e' il miglior modo per rispettarlo", "sulle riforme Forza Italia non si può escludere e' il suo leader. E se serve lo incontrerò", "il governo andrà avanti per tutto il 2014, ma non così'". Ed ancora: "Vivo l'urgenza come un dramma e mi stupisco che a Roma non se ne accorgano", "Enrico non si fida di me ma sbaglia. Io le cose le dico in faccia e sono le stesse che dico in pubblico". A Renzi non sono piaciute le marce indietro tra Imu e Tasi, per niente: "Il balletto sulle tasse della casa e' indecente". Scrive Aldo Cazzullo sul Corriere: "Osteria dell'Arno, il sindaco arriva in bicicletta, e' il suo compleanno,i passanti fiorentini gli fanno gli auguri. E davanti ad una bella fiorentina, si svolge un'intervista che sa tanto di bocciatura" del governo e di molti suoi ministri. "La disoccupazione e' aumentata. Ho visto un vecchio manifesto del pd che diceva: 'La disoccupazione giovanile e' al 29%, Berlusconi dimettiti'. Ora siamo al 42% e governiamo noi". Letta rivendica di aver diviso la destra, la domanda. "Ma e' sicuro che Alfano abbia rotto con Berlusconi? Intanto in Piemonte, Basilicata e Sardegna, così come nei comuni in cui si voterà in primavera, si presentano alle elezioni insieme". Su Saccomanni: "Il problema non e' lui. Il problema e' la forma mentis burocratica. E' la politica che non decide e che non agisce". Poi "Ancora non abbiamo fatto nulla. L'unico Matteo che emoziona gli italiani e' il Don Matteo, Terence Hill. Ma abbiamo dato una bella scossa, i risultati verranno". Sulla legge elettorale: "Passera' la riforma che avrà il consenso più' ampio e che comprenda anche l'abolizione del Senato". Quanto ad Alfano ed al suo veto sulle nozze gay, Matteo risponde: "Ognuno di noi, quando a scuola il professore lo interrogava e non aveva studiato, aveva il suo argomento a piacere. Il mio era la seconda guerra mondiale. Quello di Alfano le nozze gay. Se si trova in difficoltà su qualcosa lancia un'agenzia di stampa su questo tema e 'mette in guardia' da questa sinistra pericolosa. Io non parlo di matrimoni gay ma di unioni civili. Siamo l'unico paese dell'Occidente  a non avere una legge. E la faremo". Su Fassina: "Non ci dimette per una battuta, anche se potevo risparmiarmela". E conclude, il galateo?: "Non siamo all'asilo . Io non rinuncio a essere me steso in bicicletta, ed anche alle battute. Ma chiedo di essere giudicato sui fatti".

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