Grecia, intesa entro 5 giorni o via dall'euro ma dentro la Ue. Lei e lui, l'ex comunista e l'aspirante comunista. Scontro anche ideologico

. Politica

Lei e lui, la cancelliera Angela Merkel, che nel comunismo della Germania est c'e' nata e ci ha vissuto fino all'eta' adulta, diventandone anche un apprezzata dirigente, prima di salire a capo del Quarto Reich, impersonificando la politica più amata dai tedeschi, quella di una destra progressista ma non per questo meno aggressiva nei confronti dei "sudditi". Lui Tsipras, comunista fin da giovane per parentele ed ammirazione per quei greci che combatterono in una sanguinosa guerra civile dal 46 al 49 per diventare alleati della Iugoslavia di Tito e diventare il naturale sbocco al mare per l'Unione Sovietica. E che vorrebbero "finalmente" portare un comunismo del nuovo millennio, anche se ricalcato su quello degli anni cinquanta, in Grecia con gli aiuti economici della'Europa. Impossibile? Certamente difficile. Tra l'altro con una ricetta abbastanza confusa, che vuole terne basse le tasse sul turismo, non aggredire la grande ricchezza, quella degli armatori e similari, con cui intercorre uno strano patto di ferro, privilegiare la fascia più deboli con un aumento del salario minimo e colpire mortalmente la cosiddetta borghesia, razza in via di estinzione e non solo in Grecia con una tassa sui redditi che arrivi fino al 75%. Un furto di stato. A Tsipras l'Europa ha dato i "cinque giorni", cioè domenica si decide dentro o fuori. Ma sarà vero? E se fuori dovesse essere potrebbe essere fuori dall'euro, con ritorno alla dracma che nascerebbe quasi come carta straccia, con la fine dei trattati di Maaastricht. Tsipras vorrebbe subito 7 miliardi per pagare i primi debiti. Intanto la vita ad Atene sembra sospesa, con in tasca pochi euro ed il cibo razionato. Molti negozi sono addirittura chiusi e anche le banche rimangono chiuse, nonostante Varoufakis avesse promesso la loro riapertura all'indomani del referendum. Ma il problema e' che se anche riapriranno, se non arriveranno aiuti dalla Bce, non avranno soldi in cassa. Tutti i greci si riuniscono nei caffè per seguire le ultime notizie da Buxelles. Attendono una generosa mano tesa, dopo averla presa a bastonate appena pochi giorni fa'. Potevano pensarci prima? Forse no perche' hanno votato con la pancia e non con la testa per rivendicare un orgoglio nazionale, invero non troppo manifesto nella sua storia, fatta da invasioni turche, terminate solo con protettorati inglesi o e tedeschi che fossero. L'Europa chiede, e non ci saranno sconti, che l'eta' pensionabile sia elevata a 67 anni (I greci sono gli unici ad avere ancora le baby pensioni che in un sistema con un enorme apparato pubblico, molio pesano), Iva al 23% turismo compreso e subito le privatizzazioni. Ma il popolo tedesco appare sempre più scettico. E sarà difficile che il Parlamento, anche se la Merkel lo volesse, possa approvare nuovi aiuti a chi vuole "rifare il comunismo" proprio con i soldi dei "terroristi" (quelli evocati da Varoufakis che come comunista greco considera tedeschi e gli altri paesi della Nato, come detto e non era una battuta, dei "terroristi" perché soffocarono nel sangue la rivoluzione ellenica dell'immediato dopo guerra), Insomma e' chiaro, a questo punto, per i tedeschi "Meglio se Atene esce dall'euro".

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