La riforma della scuola è legge (tra le proteste). Il sì della Camera. 24 dem non la votano. Renzi "100.000 assunzioni"

. Politica

Se la riforma del Senato slitta a settembre, la riforma della scuola, #labuonascuola di Renzi, è legge. La Camera ha dato il via libera definitivo al ddl che ridisegna il sistema scolastico italiano tra le proteste delle opposizioni dentro l'aula di Montecitorio e quelle degli insegnati, dei precari, degli studenti e dei sindacati fuori. La riforma è passata con 277 sì, 173 no, 4 astenuti. 24 deputati del Pd non hanno votato: tra questi Bersani, Bindi, Cuperlo, Speranza. Quattro hanno votato apertamente contro, 'compensati' se così si può dire dal voto favorevole di quattro colleghi 'verdiniani' di Foza Italia. A favore la maggioranza; hanno votato contro, con più o meno vigore barricadero, Fi, Lega, Sel, Fdi. Nella bagarre prima del voto si sono particolarmente distinti, più volte ripresi dal presidente di turno, i pentastellati (tutti in piedi a leggere gli articoli della Costituzione) , i leghisti e Sel (sventolati cartelli biancocelesti con la scritta OXI, il no che ha vinto il referendum greco). "Il Sì di @Montecitorio non è atto finale ma atto iniziale di un nuovo protagonismo della #scuola», ha twittato poco dopo l’ok dell’Aula il ministro, Stefania Giannini. Che ha sottolineato: "Questo non è un atto finale ma l’atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola". A difendere la riforma dalle contestazioni dell'opposizione in aula la dem Malpezzi che ha replicato alle "menzogne" che hanno accompagnato l'iter del ddl. Sulla scuola - ha detto - esiste un testo chiaro, "ma ci siamo resi conto che ci siamo esposti a un dialogo basato sulla menzogna: non esistono il preside-sceriffo, la chiamata diretta, i licenziamenti di massa". "Menzogna è quella della scuola “governativa”, che l’opposizione vorrebbe suddita del governo: noi potenziamo l’indipendenza delle scuole e menzogna è anche quella sugli albi territoriali, che sono propedeutici per un lavoro finalmente in rete tra le scuole. Menzogna - ha concluso - è quella della teoria del gender: noi siamo per la lotta ad ogni tipo di discriminazione, e nel testo il gender non c’è". Il commento del premier Renzi all'approvazione definitiva della riforma non si è fatto attendere: "Centomila assunzioni, più merito, più autonomia #labuonascuola è legge" ha twittato.

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