Verdini con Matteo per le riforme. A Berlusconi "pallone d'oro alla carriera", "Renzi la vera novità, non rapito dal ponentino romano''

. Politica

Da una parte il vecchio, dall'atra il nuovo. Il vecchio e' Silvio Berlusconi, con un partito allo sbando (un giorno stiamo con Tsipras sull'Europa, il giorno dopo con la Camusso sulla scuola…), destinato ad un "progressivo e inesorabile declino", "irrilevante" sia elettoralmente che politicamente. Perché "una forza aggregante non può sopravvivere se diventa una forza aggregata". Al Cavaliere riconosce "la forza ed il talento di un Maradona", a cui andrebbe dato "il pallone d'oro alla carriera". Appunto alla carriera…Invece gli affibbiano una condanna che e' surreale. Tutti sanno come e' caduto Prodi. A Berlusconi si capisce che vuole ancora bene, anche se considera concluso il suo ciclo politico. E vuole bene anche a quel ragazzaccio toscano come lui, Matteo. E si' perché rappresenta la vera nova della politica "datemi retta, non e' tipo disposto a galleggiare. Non frequenta salotti, non si e' fatto rapire dal ponentino romano. O farà quanto ha in mente o se tornerà a casa senza consultare il partito, gli imprenditori, la famiglia…Denuncerà che non gli e' stato consentito di cambiare il paese e saluterà. Lo conosco, aspettiamoci una reazione forte sulle riforme. E chi pensa che sarà disposto ad accettare una mediazione, avrà brutte sorprese. Non ci saranno patti, nessuna trattativa. A quel punto il problema non sarà suo ma degli altri. Vedremo chi si aggregherà, noi voteremo si'". Chi parla, come riportato dal Corriere e' Denis Verdini che fu l'artefice del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi.  dall'analisi, manco a dirlo, Verdini da buon ex democristiano si schiera senza indugi dalla parte del nuovo, che poi in politica fa rima con vincente. Le parole di Verdini erano rivolte ai suoi, non si sa esattamente quanti, ma dovrebbero essere una ventina in crescita, quando scoccherà l'ora X, ossia il giorno in cui votare le riforme del giovane amico Matteo. 

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