Quella "scialuppa di salvataggio" di Verdini, utile subito per Renzi ma possibile foriera di un tornado con referendum a rischio

. Politica

Denis Verdini e' stato amico di Berlusconi e di Renzi. Ora sembra essere solo amico di Renzi. I maligni dicono, anche per cercare uno scudo ai suoi problemi giudiziari, che sono tutt'altro che irrilevanti. Così sta preparando una scialuppa di salvataggio, che con la forza di una decina di rematori, fuggiti dalle galere di Berlusconi, aiuti il vascello di Renzi ad uscire dalle secche del voto al Senato sulle riforme costituzionali. Ma c'e' un pericolo del quale, anche molti dei suoi, hanno avvertito Renzi, che poi alla fine il vascello si ritrovi in piena bufera, con il rischio di affondare. Il perché e' semplice, Verdini vorrebbe fare quell'operazione proposta in un primo momento con il patto del Nazareno ad un Berlusconi, che fino in fondo non avrebbe mai potuto attuarla (anche per il suo ruolo politico, nato per opporsi alla sinistra) di convergenza nel "partito della nazione". Per ora un vascello fantasma, ma sul quale vorrebbero salire in molti. Da Alfano con la sua sparuta pattuglia, a Fitto che prima si opponeva facendone un punto dirimente ed ora si propone, a Verdini da sempre affascinato dal progetto. Il punto e' che tutti insieme portano una manciata di voti e rischiano invece di farne perdere moltissimi a Renzi. Se in un listone comune, necessario con la nuova legge elettorale,  dovesse entrare Verdini, per Bersani e tutta la minoranza sarebbe rottura. Una rottura netta senza neppure possibilità di un'alleanza futura con Renzi. E c'e' di più perché la bufera potrebbe anche trasformarsi in un tornado che metterebbe a rischio non solo il governo ma anche il referendum sulle riforme costituzionali. Un vero azzardo per Renzi. Spiega Pagnoncelli di Ipsos: "Allo stato attuale la maggioranza degli italiani voterebbe le riforme. Tuttavia quella stessa maggioranza non accetta l'idea di non potere scegliere i futuri senatori, nonostante la fine del bicameralismo perfetto. Se questo tema venisse cavalcato in campagna elettorale e venisse caricato di valenza politica, oggi -numeri alla mano - il risultato potrebbe esser rovesciato". E sarebbe una vera Waterloo per Renzi.

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