Rai: governo battuto sul canone, lo 'sgambetto' della sinistra Dem. Fi esulta: "Ciao Renzi..."

. Politica

Brutto inciampo del governo sulla riforma della Rai in votazione al Senato dove tutte le opposizioni (Fi, M5s, Lega e Sel) hanno fatto fronte comune con la minoranza Dem sull'articolo 4 del ddl - cui Renzi ha voluto mettere il turbo - che è stato soppresso con emendamenti presentati dalla sinistra del Pd e da tutto il fronte contrario al governo. L'articolo soppresso conteneva la delega al governo sulla riforma del canone, cioè del finanziamento pubblico alla Rai. Probabilmente sarà ripresentato alla Camera, dove i numeri della maggioranza sono più sicuri, ma la delega al governo sulla riforma del canone era uno dei punti-chiave dell'intero provvedimento. 121 a 118 l'esito della conta tra i senatori, che è stato accolto da un fragoroso applauso dai banchi delle opposizioni. Uno 'sgambetto' della sinistra Dem a Renzi ma anche un significativo segnale politico che la minoranza del partito ha voluto inviare al premier e segretario Pd dando chiaramente ad intendere che sulla Rai come sulle altre riforme non sono previsti 'sconti' al governo e alla maggioranza. Nemmeno la formazione del nuovo gruppo dei 'verdiniani' è riuscita a dare una mano all'esecutivo: 7 tra i 10 verdiniani non erano presenti al voto e dei tre in aula due hanno votato con le opposizioni. Quanto è bastato a Brunetta, capogruppo Fi alla Camera, per twittare esultante:"Governo battuto a Palazzo Madama su riforma Rai. Verdiniani o non verdiniani maggioranza non c’è più. Good morning Vietnam-Senato. Ciao Renzi". Ma il governo va avanti comunque e per martedì è prevista la convocazione della Commissione di Vigilanza Rai per procedere alla nomina della nuova governance del servizio pubblico secondo i criteri della 'vecchia' legge Gasparri (cosa che ha fatto infuriare Grillo...). Forza Italia stavolta è a favore di questa procedura ma M5s ha già promesso barricate chiedendo che i nuovi membri del cda Rai - sette deve nominarli la Vigilanza - vengano scelti pubblicamente con il confronto dei curricula dei candidati. E scoppia anche la 'grana' di Area popolare: il partito di Alfano vuole un 'riequilibrio' in Vigilanza (il peso di Fi in questa Bicamerale, secondo Alfano, sarebbe sovrastimato) prima che si proceda alla nomina del nuovo cda...

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