Riforme, ora il Pd apre a Berlusconi. La risposta "rivedere premio di maggioranza"

. Politica

Agosto per riflettere, riordinare le idee, mettere a punto la strategia finale sulle riforme. Poi a settembre si passera' in Senato al voto, con il prevedibile scontro finale all'interno del Pd. E che i margini per un'intesa sembrano ridursi ogni giorno di più lo dimostra anche la nuova apertura di Renzi a Berlusconi. Il vice segretario Guerini spiega: "Torni al tavolo, noi lo aspettiamo. La strada fatta insieme e' positiva". Nel contempo un nuovo ultimatum alla  minoranza interna: "Se salta il nuovo Senato finisce la legislatura". Ed ancora: "Non si capisce perché ciò che andava bene sette mesi fa, non vada più bene oggi", "il listino e' l'ultima offerta che facciamo alla minoranza, non si riparte da capo".  Secondo Renzi se fanno cadere il governo non ci sono alternative si va diritto ad elezioni anticipate. Ma "sarebbe folle, il paese sta ripartendo e va governato". Intanto e'ripreso il pressing dei soliti noti, Confalonieri in testa al partito Mediaset, per convincere ad un accordo il Cavaliere.  Che pero' confida ai suoi di essere rimasto già scottato dal giovanotto sull'elezione di Mattarella e di non fidarsi più di vaghe promesse sul fronte giudiziario. Come minimo per sedersi nuovamente ad un tavolo Berlusconi vorrebbe contemporaneamente all'approvazione della riforma, madre di tutte le riforme, quella dell'abolizione del bicameralismo anche una modifica della legge elettorale, che e' stata approvata in via definitiva ed alla quale Renzi non sembra assolutamente avere voglia di rimettere mano. Berlusconi vorrebbe tornare alla prima formulazione, premio di maggioranza alla colazione non alla lista. Agosto e' ancora lungo.

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