Quirinale, la "rivoluzione" sugli alloggi di Mattarella con "sgarbo" a Napolitano

. Politica

Sperperi al Colle? Sembra di si' altrimenti non di spiegherebbe la mini "rivoluzione" di Sergio Mattarella, che ha disposto un drastico taglio sugli alloggi di servizio. Sara' rivisto l'elenco di ben 58 appartamenti che sono della Presidenza della Repubblica, affidati come forma di benefit alla casta interna al palazzo. Funzionava così da decenni anche sotto la guida di re Giorgio. Il nuovo presidente ha varato una stretta che prevede la concessione dell'alloggio solo a chi davvero ne ha bisogno per ragioni di servizio. E sarà comunque vietato trasferirvi la residenza.  Senza per ora avere fatto granché Mattarella vuole conquistarsi una maggiora simpatia presso l'opinione pubblica, assettata di tagli ai benefici di chi e' già privilegiato da alti stipendi e da pensioni d'oro. In realtà non sono certo questi i risparmi che possono aiutare all'Italia, ma vale l'esempio. Ed e' pur sempre qualcosa. Finora inoltre i dipendenti privilegiati non pagavano luce, gas e posti auto. E ci sarà anche un aumento del 20% dell'affitto per chi rimarrà. L'esempio più clamoroso e' quello dell'appartamento appannaggio del segretario generale del Quirinale, 800 metri quadri. Una piccola reggia. Certo la decisione avra' un po' infastidito Giorgio Napolitano, notoriamente uno piuttosto permaloso. Una sorta di piccolo "sgarbo" istituzionale, come se finalmente si fossero smascherati sprechi antichi, una sorta di incrostazione da casta. Forse a Mattarella non saranno a sua volta  piaciuti alcuni ripetuti interventi di Napolitano, quasi che il re fosse ancora lui oppure la sottile sensazione di volere mandare il messaggio che come Re Giorgio non ci sarà più nessuno.

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