Padoan "frena" Renzi che sulle tasse ha "sfidato" il suo Pd. Autunno "bollente" con manovra economica banco di prova

. Politica

Il ministro dell'Economia Carlo Padoan, che e' più un tecnico che un politico, anche se proveniente dall'area del vecchio Pci, tanto che fu indicato per il suo prestigioso incarico come garanzia anche internazionale dall'allora presidente Napolitano, smorza l'entusiasmo di Renzi sulla riduzione delle tasse, a partire da quelle sulla prima casa per tutti. "Abbassare le tasse - ha spiegato al meeting di Rimini - va bene, ma deve essere una decisione permanente e credibile. Il taglio delle tasse deve venire da un taglio della spesa. Mi piacerebbe molto tagliare 50 miliardi di tasse domani, come molti mi suggeriscono (ndr. Lo stesso premier?). Magari. Ma la vera questione e' il finanziamento dei tagli, ecco perché' serve un orizzonte medio lungo". Ecco spiegato perché la prossima legge di stabilita, che ad ottobre dovrà indicare la prossima manovra economica del governo appare il vero banco di prova per il governo. Che si annunci un autunno rovente, con temperature politiche ben più alte della pur rovente ultima estate, lo sa bene Matteo. Clima politico da record, tipo anni 60 alla vigilia del centrosinistra con Tambroni. E lo scoppio della bolla cinese non sarà certo d'aiuto per Renzi. Anche se c'e' chi e' molto preoccupato per i possibili riflessi come l'ex premier Prodi e chi e' più' ottimista, ritenendola una crisi prevedibile di sistema politico non più al passo con i tempi, come Padoan. E c'e' anche il problema immigrazione che si aggrava giorno dopo giorno senza che si intravedono valide via d'uscita, prima che scoppino rivolte popolari o scontri con gli stessi profughi. E a settembre ci sarà anche da votare la famosa riforma che di fatto abolisce il Senato, e che e' la madre di tutte le riforme. Il punto centrale della vicenda politica prossima ventura e' quasi tutto in una questione di fondo: il Pd e' in grado di sostenere lealmente il governo in una serie di passaggi così delicati? Difficile immaginare un partito compatto su temi sensibili come fisco e lavoro. Troppo diverse le ricette immaginate dagli ex comunisti ora nel Pd e quelle di Renzi, che tanto assomigliano a quelle che voleva attuare Berlusconi. E' vero Renzi si e' premunito di molte ruote di scorta, ma le forature si sa sono frequenti sopratutto nei pressi di palazzo Madama, che tra l'altro sarà chiamato ad una prova difficile, come se i tacchini dovessero votare in favore del Natale. Allora Renzi, se stretto dai suoi compagni, potrebbe fare una mossa del cavallo, cioè essere lui a cercare di liberarsi del suo Pd e a lanciare il Partito della Nazione. Senza aspettare con il rischio di rimanere travolto da una valanga di detriti degli scontenti, che sono tanti e su vari fronti. Forse anche per questo ha annunciato di volere abolire per tutti la tassa sulla prima casa. Non manca tanto ad ottobre si vedrà.

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