Renzi: "Abbiamo numeri per forzare su Senato e unioni civili". Letta contro di me? "divertente…"

. Politica

E' un Matteo Renzi a tutto campo quello che risponde alle domande di Aldo Cazzullo sul Corriere. Ne ha per tutti a partire da D'Alema e Prodi, incapaci di fare le riforme per il cieco  antiberlusconismo che li ha portati a governare contro qualcuno e non per qualcosa. "Se vogliamo fare una forzatura sul testo del Senato - spiega - i numeri ci sono, come ci sono sempre stati". Alla domanda "se i voti ci sono, ci sono anche grazie a Verdini non la imbarazza?", un Matteo che non aspettava altro risponde: "E perché? Il gruppo Verdini ha già votato le riforme al primo giro. Mi stupirei del contrario. La mia minoranza firma emendamenti con Calderoli e Salvini, Grillo e Brunetta. E dovrei imbarazzarmi per il voto di chi ha già sostenuto questa riforma? Dovrei chiedergli: scusa Denis, stavolta puoi votare contro se no quelli della mia minoranza ci rimangono male?". Ed aggiunge che con Silvio Berlusconi, almeno per ora, non vuole trattare: "Non credo proprio che lo faremo. Berlusconi e' altalenante. Un giorno segue Salvini, il giorno dopo cura i rientri a casa, da Ballottelli alla De Girolamo". Renzi lascia comunque aperta la porta della trattativa con i suoi oppositori interni sull'elettività del Senato, vero pomo della discordia "Una soluzione si può trovare. Non abbiamo mai fatto le barricate su nulla, se non sul principio di superare il bicameralismo paritario. Vedremo. Basta che non sia la scusa per ricominciare tutto da capo". Ancora: "L'Italia cresce, in arrivo nuovi dati positivi". E per tagliare le tasse e' in arrivo una flessibilità di 17 miliardi dall'Europa. Insomma i "soldi ci sono". Su Letta, possibile futuro candidato contro di lui al prossimo congresso del Pd, ribatte "Divertente e divertente sarà confrontare i risultati". Altro impegno le Unioni civili "si faranno". Infine sull'emergenza migranti Renzi la vede come una grande crisi mondiale e europea da affrontare a Bruxelles e non a Lampedusa: "Questa e' stata la prima battaglia del mio governo, chiedere l'internazionalizzazione di questa crisi".

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