Renzi "boccia" DAlema e Prodi e pensa ad inglobare Alfano con una quindicina di seggi

. Politica

Al di la' delle dichiarazioni di rito e della sicurezza ostentata Renzi ha davanti a se' una strada ricca di incognite con un settembre che si annuncia "cruciale". Lui, oltre alle interviste, fa giungere veline di vario tipo ai giornali per dire che tutto si gioca sulla riforma del Senato. In realta' ci sono anche altri temi che alle gente comune interessano anche di più come la nuova legge di stabilita', che poi e' la manovra economica del governo da cui tutto dipende per le tasche dei cittadini e l'emergenza immigrazione che sta diventando sempre di più una sorta di bomba ad orologeria. Solo che Renzi in caso di stop vuole andare al voto anticipato mentre Mattarella vuole fargli fare un Renzi bis. E sarà molto, molto  difficile anche per uno come Renzi convincere questo democristiano silenzioso, rispettoso dei ruoli ma anche molto ostinato. Non sarà come Napolitano ma quantomeno vuole farsi rispettare. E naturalmente dire di essere stato bloccato sulle riforme che sono il bene dell'Italia e non magari sull'economia, dove la sua sinistra ha ricette ben differenti, e' cosa ben diversa. Renzi e' inoltre convinto che la sua sinistra riforme o no gli vuole rendere la vita difficile fino al prossimo Congresso del 2017, quando pensa di contrapporgli Letta. Cosa che il giovane toscano giudica quasi una barzelletta. Sicuramente il premier ha rotto, oltre che con la sua sinistra che poi sono ì reduci comunisti, con i padri nobili come D'Alema e Prodi. D'Alema lo ha accusato di avere fatto perdere al Pd 2 milioni di elettori e lo ha redarguito "Non bisogna far finta di essere grandi". Mentre Prodi lo ha avvertito: "Guai a fare riforme sguaiate. Le Tasse? Ormai se ne discute solo su Twitter e si promette tutto a tutti". Riprendendo un po' il sarcasmo di destra sul "pinocchio" e sul "ballista". Per Renzi sono invece loro che tanto parlano di Ulivo mentre ne hanno segato i rami, pronti solo a fare dell'antiberlusconismo e ad avere governato malamente, non per qualcosa ma contro qualcuno. A questo punto i rammendi sono difficili e così Matteo sta pensando seriamente di inglobare a titolo definitivo Alfano offrendogli una quindicina di seggi. Lui ne vorrebbe venti. Ma sono dettagli. La De Girolamo lo ha annunciato: "Alfano andrà con Renzi". Schifani si e' fatto avanti perché preoccupato, a ragione, di non rientrare nei quindici, dove invece sono sicuri Cicchitto e la Lorenzin. Vale a dire un ex socialista della sinistra diventato craxiano doc ed una ex missina. Un bel calderone. Insopportabile per la sinsitra del Pd che a quel punto non potrebbe che dare vita ad una scissione e a un nuovo partito. Anche se qualcuno di sinistra, un po' più amico, Renzi lo vorra' tenere anche per questioni di bilanciamento politico. Alla fine della fiera Alfano che per ora cambia sede andando in quella via Poli che e' stata la tomba prima di Fini e poi di Monti, dovra' cambiare nome. Certo non potrà andare nella sinistra con la sigla di Nuovo Centrodestra. Ma anche Renzi dovrà rivedere molto, perché se attuera' questo progetto, a parte come si chiamerà, sarà il Partito della Nazione. E comincerà davvero il dopo Berlusconi. Peccato che Casini e Fini abbiano perso il treno, o meglio lo avrebbero voluto prendere mentre ancora anche se non correva camminava.

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