"La rivoluzione non e' un pranzo di gala, no?" Renzi tra Mao e Machiavelli, novello populista di governo, altro che sinistra dc...

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Molto si discute e si discutera' in un prossimo futuro, oltre che delle varie vicende politiche a partire dalle riforme, dalla manovra economica e dell'immigrazione, da chi sono e cosa rappresentino gli uomini di punta politici di questo inizio di millennio. Dopo De Gasperi, Togliatti, Nenni, Saragat per passare ai Fanfani ed Andreotti, Moro e Berlinguer per arrivare a Craxi e De Mita, dopo la stagione di Berlusconi-Prodi e' l'ora dei due Matteo e di Beppe Grillo. Molto fa discute l'antiberlusconismo fine a se stesso, tiratio fuori da Matteo Renzi, l'animale politico sicuramente più interessante sulla scena. Ma che cosa e' politicamente? C'e' chi come Feltri lo vede un democristiano di sinistra, anche se il ritratto che ne fa e' ben distante da quell'accostamento: "Adesso il circo dei guerriglieri anti-Berlusconi, invidiosi a tempo pieno se la prende con Renzi 'complice del nemico', non capendo che l'unico antiberlusconiano vero apparso sulla scena e' proprio lui, Matteo. Evitando lo scontro personale con il Cavaliere, anzi blandendolo insieme al suo elettorato, con false promesse. Renzi non solo ha riportato con prepotenza la sinistra al governo, ma si e' mangiato pure una fetta di centrodestra (prima Alfano e poi Verdini). Più di così' non so che cosa poteva fare e che mi auguro che non faccia". Ed ancora: Non lo dico da tifoso di Renzi, e' il classico democristiano di sinistra, subdolo ed ambiguo, avversario temibile di chi si professa liberale". Poi: "E' vero che ha umiliato i comunisti che comandavano nel suo partito, e' vero che si ritrova contro buona parte degli antiberlusconiani, ma non sono questi motivi sufficienti per lasciargli un lasciapassare in bianco". Il dato di fatto e' che il berlusconismo e l'antiberlusconismo hanno prodotto proprio Renzi. O meglio e' lui che pensa di aver colto al volo questa enorme opportunità di coprire un vuoto politico. Certo pero' non e' un dc di sinistra, sempre misurati ed attenti, anche ottimi servitori dello Stato, ma mai in rotta con quello che rappresentava o rappresenta il comunismo. Mattarella docet. E poi uno che vuole rompere gli argini (ndr. Moro grande statista ed il più grande della sinistra Dc, insegnava che gli argini devono rimanere ben fermi e che tutto vi fatto scorrere), fare un nuovo partito della Nazione, buttare a mare i vari D'Alema e Prodi (che furbi se ne sono accorti da tempo, anche se D'Alema prima), e' uno che vuole lasciare il segno. Forse anche una sorta di populista al governo. Peron insegna. Ma la vera chicca l'ha offerta proprio quel Matteo che in modo civettuolo si presenta nascondendosi appositamente come un "giovane di provincia dagli occhi ardenti", uno che ha avviato una sorte di rivoluzione con con quel stai "sereno" a Letta. Entrato subito in profonda depressione. E proprio sull'episodio, Cazzulo nell'intervista al Corriere, lo ha incalzato. E lui, presumibilmente con il suo sorriso da furnetto, l'ha buttata li' citando Mao: "La rivoluzione non e' un pranzo di gala, no?". Quindi vuol dire che forse la rivoluzione e' appena all'inizio, altro che democristiano. Cosa aveva detto esattamente Mao: "La rivoluzione non e' un pranzo di gala. Non e' un'opera letteraria, un disegno, un ricamo. Non la si può fare con altrettanto eleganza, tranquillità' e dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione e'un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra". Adattando contesti e situazioni diverse, cosa vorrà fare Renzi. Le sue sono solo battute oppure… In fondo e' una sorta di confessione. E poi in lui c'e' anche forse presente l'ispirazione di Machiavelli: "Un principe deve possedere a un tempo la natura della bestia e quella dell'uomo". Insegnamenti antichi per essere l'uomo nuovo del primo millennio?

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