I tre colpi da maestro del "populista" Renzi che lancia la sua campagna d'autunno

. Politica

Tutto si potra' dire di Renzi, tranne che non riesca sempre a stupire tutti ed a rimescolare in continuazione le carte. Um vero artista della politica e della comunicazione, che accusa i suoi principali avversari, Grillo e Salvini di populismo, ed in fin dei conti e' più' populista di loro. sempre, come e' giusto che sia per un vero leader, alla ricerca del consenso, ricorrendo a tutti i mezzi leciti per mettere in imbarazzo i "nemici" e poco importa se siano il leghisti, i grillini o quella che vuole fare passare per l'armata Brancaleone, guidata da Bersani, dei dissidenti interni. In due giorni tre colpi alla Berlusconi, dei tempi migliori o alla Putin, senza dimenticare Peron. Prima elicottero blu, abito grigio scuro stile grandi manager, si atteggia a capitalista tra i capitalisti. E li rabbonisce. Poi fa il mondano sportivo ai box Ferrari a Monza in compagnia dell'ormai fedele alleato Marchionne. Infine eccolo, compagno tra i compagni, alla Festa dell'Unita', dove sfodera subito un per lui un inusuale "Compagni e compagne…" ed una altrettanto inusuale riferimento ai valori della Resistenza. Ma si sa in certe occasioni tocca anche questo. Poi mostra la fotografia del bimbo siriano affogato, con tanto di pausa, prima di proferire la frase. "Non siamo noi contro le destre, ma noi contro le bestie". Da un punto di vista politico un piccolo capolavoro comunicativo per spiazzare gli avversari. Ed il resto riforme, tasse vengono da se'. E' lui il leder, l'unico leader e vuole rimarcarlo.

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