Renzi, riforme o si vota. Ostilità dei tacchini a votare per il Natale

. Politica

Su Renzi e sulle sue riforme, e soprattutto su quella che vuole di fatto abolire il Senato, si addensano nuvoloni presagi di tempeste, un vero miscuglio fra diverse prospettive politiche ed interessi personali. Tutti pero' che devono essere chiamati come i tacchini a votare per il Natale. Perché di loro ne rimarranno veramente pochi, forse quasi nessuno. Giusto qualcuno tra i più illustri potrà traslocare alla Camera. Ma anche li' i posti sono stretti, molto stretti. E se Matteo vuole imbarcare Angelino ancora più stretti. Pero' non e' che i nemici di Renzi abbiano molte strade od un cosidetto piano B. La minoranza del Pd insieme a qualche alfaniano deluso potrebbe anche fare cadere il governo, ma poi sarebbero elezioni. L'ipotesi di un Renzi bis di fatto non esiste, perché il premier ha pronta la contromossa. Se si rendesse conto di non avere i numi al Senato chiederebbe di spostare l voto a dopo la legge di Stabilita'. Portata a casa la manovra economica, convocherebbe i partito per strappare un mandato, in base al quale il Pd, se non dovessero passare le riforme, si renderebbe indisponibile a proseguire la legislatura. E per quanto riguarda il Quirinale non voglia elezioni anticipate, senza maggioranza parlamentare si troverebbe costretto a sciogliere le Camere. Altre opzioni, come il governo istituzionale retto da Grasso, e' considerato "fantascienza" dagli uomini di Renzi. A quel punto si voterebbe con il Consultellum, con una falcidia di senatori a partire dagli alfaniani, che dovrebbero prendere almeno l'8% a base regionale. Quasi impossibile, anche in Calabria e Sicilia. Gira e rigira per molti il solo problema e' di fare durare alla lunga questa legislatura, perché dopo non ci sarà trippa per gatti. 

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