"La destra che non c'e'", ma la sinistra dov'e'? Renzi prepara un "ventennio"?

. Politica

Alcuni dei più autorevoli quotidiani italiani, come Repubblica ed il Corriere, si sono occupati con articoli di fondo ed accurate analisi, della "destra che non c'e'". Ma bisognerebbe anche chiedersi la "sinistra dov'e'?". La maggioranza di Matteo Renzi in Senato e' fortemente a rischio. La minoranza del suo partito non vuole le riforme di Renzi, ma sopratutto non vuole Renzi. E quanto varrebbe la sinistra del Pd elettoralmente senza Renzi, meno del 10% e quindi sempre di più di quel che resta di Berlusconi. E lo stesso Renzi si può considerare di sinistra? Un suo eventuale partito della Nazione cosa sarebbe? E Grillo oltre la protesta che cosa rappresenta politicamente. E La Lega, e' veramente di destra? Il fatto e' che forse in Italia non si sono ancora perse le scorie del fascismo e del comunismo, che con la loro ingombrante presenza hanno caratterizzato sia la destra sia la sinistra dell'Italia democratica. Di un popolo forse tradizionalista e conservatore ma anche illuminista e con voglia di riforme. Molti di destra non possono certo essere catalogati in un destra liberale di tipo motiamo avendo caratteristiche decisamente populiste con passate reminiscenze. Il fascismo non e' certo stato solo destra, anzi. E molti a sinistra, sono di una sinistra moderata e progressista. Mentre altri rimangono ancorati a scelte più radicali, tipo i liberal americani. Nel tutto c'e' una nuova fase polita, un dopo Berlusconi, che si sapeva che prima o poi sarebbe arrivato. E così e' giunta l'ora di voltare pagina. E Renzi lo ha capito nel momento giusto. Non come Fini o Casini, per non parlare di Alfano, che volevano fare i capi del vapore mentre il treno era ancora in corsa. E lo ha capito da sinistra ma anche da destra. Forse per questo vuole così fortemente le riforme. E'convinto che finalmente cambieranno il sistema. Forse ha ragione chi sostiene la seguente tesi: il combinato disposto fra riforma elettorale (premio alla lista di maggioranza) e Senato non elettivo e' il modo con cui il giovane Matteo  vuole prendere il potere, questa volta dopo regolari elezioni, e blindarlo per i prossimi vent'anni. Nei quali, tutti appaiono concordi, non farà prigionieri, non e' abituato a farli. Ma taglierà le testa prima agli oppositori interni e poi agli"utili idioti" del centrodestra che gli hanno dato una mano ma dei quali non avrà più' bisogno. Perché' quel tipo di centrodestra se lo vuole prendere e rappresentare direttamente. Lo dimostrano anche le promesse sulle tasse e tanti altri piccoli e grandi dettagli della sua strategia.  Insomma di destra e di sinistra ed anche di populismo, che può anche essere di governo e non solo di Grillo o di Salvini, sarà forse utile riparlarne quando sarà chiaro come andrà a finire la vicenda politica italiana e se veramente sarà Terza Repubblica.

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